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Altro che campo estivo per ragazzi, la nuova tendenza è quello per adulti

Dimenticate i quaderni scarabocchiati, le ginocchia sbucciate e il sapore di nostalgia per la scuola che finita. Oggi, il richiamo del campo estivo non è più un’esclusiva di chi porta lo zaino dei Pokemon, ma il nuovo mantra di chi lo zaino lo riempie di laptop e responsabilità. Così, spento lo smartphone, scambiata la scadenza del lunedì con un falò sotto le stelle e sostituita l’ennesima call su Zoom con una gara di tiro con l’arco o un laboratorio di pittura, gli adulti si dedicano al “kidulting”. Si tratta del “diritto” al gioco, alla disconnessione e a quella spensieratezza che credevamo sepolta sotto anni di carriera e “scusa, non ho tempo”.

E, non trattandosi di un semplice capriccio, assume sempre più la forma di una rivoluzione demografica e del benessere che sta trasformando il modo in cui concepiamo la longevità e il tempo libero, anche d’estate.

L’esplosione del fenomeno: i dati

Il fenomeno dei campi estivi per adulti non è più una nicchia per pochi eccentrici. Secondo un recente articolo pubblicato su The Economist, la popolarità di questi ritiri è esplosa negli ultimi anni: nel 2025, la piattaforma Yelp ha registrato un aumento del 350% nelle ricerche per questo tipo di vacanze. Dagli Stati Uniti all’Europa, l’offerta si sta diversificando per rispondere a ogni esigenza:

  • Camp Social e Camp No Counsellors (Stati Uniti): esperienze tradizionali in boschi o montagna dove vige la regola ferrea di non guardare lo schermo e dimenticare le email di lavoro.
  • Camp Château (Francia): un esempio di successo virale. Situato nel sud della Francia, questo campo esclusivamente femminile ha generato una lista d’attesa di oltre 10.000 persone, vendendo i posti per la stagione successiva in soli sette minuti. Qui, donne dai 20 ai 70 anni cercano uno spazio sicuro, privo di giudizi o occhi indiscreti, in cui dedicarsi a yoga, arte e degustazioni di vino.
  • Turismo sportivo e d’avventura: altri esempi di cui si parla sui media internazionali segnalano un incremento delle prenotazioni dell’82% in due anni per pacchetti che includono surf alle Canarie o trekking alpino per soli adulti, con l’obiettivo dichiarato di evadere dalla routine quotidiana.

Contro la solitudine

In Italia, la tendenza assume una sfumatura sociale e demografica particolarmente rilevante per la nostra struttura della popolazione. Molti piccoli comuni organizzano vere e proprie vacanze per i senior, ritiri alle terme e weekend in resort a base di spiaggia e tramonti. A Roma, ad esempio, le Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani hanno lanciato il progetto “Una generazione tira l’altra”. Non si tratta solo di svago, ma di un presidio contro la solitudine che affligge gli anziani durante i mesi estivi, spesso esacerbata dal caldo estremo.

Questo centro estivo intergenerazionale permette ad anziani e giovani volontari di condividere attività che spaziano dai laboratori di pittura al “galateo social” (per avvicinare i più grandi alle nuove tecnologie), fino a lezioni di danza e pilates.

I benefici: perché gli adulti tornano “piccoli”?

Perché un manager o un genitore dovrebbe pagare cifre che variano dai 1.000 ai 2.800 dollari per dormire in un letto a castello? La risposta risiede in una profonda necessità di benessere psicofisico. Liv Schreiber, fondatrice di Camp Social, ha definito al The Economist queste esperienze come un “reset” necessario per riconnettersi con se stessi lontano dal caos digitale. In un’epoca definita di recessione dell’amicizia e degli appuntamenti sentimentali, questi campi promettono legami significativi. “Il 99% dei partecipanti arriva solo e il 100% ne esce con nuovi amici”, sostiene Schreiber.

Secondo i “The Biggest Wellness Trends of 2026” di Vogue, il viaggio finalizzato al fitness e alla salute mentale è uno dei pilastri dell’industria del benessere odierna dal valore di 2 trilioni di dollari. Imparare nuovi hobby o migliorare abilità sportive in gruppo genera un senso di realizzazione fondamentale per invecchiare bene.

Rischi e sfide: tra clima e marketing

Non è tutto oro quel che luccica. Uno studio scientifico pubblicato su Environmental Science & Technology intitolato “Air Quality Alerts, Health Impacts, and Adaptation Implications Under Varying Climate Policy” avverte che i cambiamenti climatici raddoppieranno le allerte per la qualità dell’aria (ozono e polveri sottili) entro la fine del secolo. Per la popolazione “senior” (over 65), che è la fascia in più rapida crescita nei campi per adulti, l’esposizione all’aperto durante queste ondate di calore e smog rappresenta un rischio elevato per la salute.

Inoltre, molte di queste esperienze sono elitarie. Pagare migliaia di euro per pochi giorni di “vita spartana” rende il benessere un lusso per pochi, lasciando fuori ampie fette di popolazione che avrebbero ugualmente bisogno di disconnessione. Come sottolinea il dottor Jan Stritzke su Vogue, esiste il rischio che questi trend si basino su “hack” anti-invecchiamento non regolamentati o puramente estetici, invece di concentrarsi su una longevità misurabile e basata su prove scientifiche, come il miglioramento del sonno o la gestione metabolica.

In conclusione, la crescita dei campi estivi per adulti riflette un cambiamento profondo nella nostra società: la consapevolezza che il bisogno di comunità, gioco e contatto con la natura non scade con la maggiore età. Che sia per combattere la solitudine nelle metropoli o per ritrovare se stessi in un campeggio, l’importante è che la ricerca della giovinezza perduta passi per un’autentica cura di sé e degli altri.

Popolazione

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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