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I trucchi per rimettere in sesto le piante al rientro dalle vacanze, ecco i consigli dell’esperto

(Adnkronos) – Le temperature estreme di questa estate hanno messo a dura prova anche le piante che arredano i nostri balconi, terrazze o appartamenti, spesso con spiacevoli sorprese al rientro dalle vacanze. Foglie ingiallite, marciumi, parassiti che hanno agito indisturbati per giorni sono segnali che fanno presagire la morte della pianta. Ma basta una attenta osservazione dello stato del terreno e alcuni semplici accorgimenti per farle tornare rigogliose. Siccità o eccesso d’acqua? “Se la pianta soffre di eccesso d’acqua con foglie mosce, vuol dire che le radici non riescono più ad assorbire liquidi perché sono totalmente o in parte marcite. Quindi è necessario svuotare il sottovaso, levarlo e far asciugare la pianta per almeno una giornata”. Un primo passo decisivo secondo Gaetano Zoccali, giornalista ed esperto di giardinaggio, valutare i danni delle radici rompendo la zolla con le mani. “Le radici marce, riconoscibili perché nere, vanno eliminate con forbici pulite, mentre quelle sane, bianche, vanno lasciate”, spiega all’Adnkronos il direttore artistico del festival del verde ‘Horti Aperti’.  

Poi si procede con il rinvaso con del terriccio nuovo. Attenzione alla concimazione, avverte l’esperto, “si fa solo dopo una settimana dal rientro dalle vacanze, quando le piante sono ben idratate, utilizzando metà dose”. Il consiglio vale soprattutto per le piante di appartamento con danni da aria secca. “In questo caso è bene fare una doccetta per levare la polvere dalle foglie che impedisce alla pianta di respirare, rigorosamente con acqua appena tiepida per evitare ulteriori choc”, aggiunge Zoccali. Nei vasetti, con il caldo “le radici si surriscaldano in meno di un’ora. Quindi durante l’estate le piante in piccoli vasi andrebbero sempre travasate in quelli più grandi così da avere più autonomia di umidità. Per rallentare l’evaporazione dell’acqua si può predisporre una pacciamatura, coprendo il terreno con gusci di nocciola”. 

Passando alla concimazione, “l’humus di lombrico è in assoluto il concime migliore perché non brucia le piante e migliora anche la struttura del terreno incoraggiando il microbioma naturale. Suggerisco di mettere due cucchiai per un vaso medio di 20 cm sparsi sulla superficie. Benefiche – continua Zoccali – anche le alghe brune, un ricostituente naturale che funge anche da biostimolante: oltre a mineralizzare, stimola la pianta a crescere”. Se è necessario rinvasare perché la pianta è cresciuta, “c’è un trucco che possiamo adottare: mescolare alla terra dei pellet di lana di pecora, un materiale naturale che mescolato al terreno ne migliora la struttura creando l’umidità giusta quando innaffiamo”. 

Contro funghi e parassiti, quali rimedi casalinghi e bio sono davvero efficaci? “Nel caso di malattia fungina, come per esempio il mal bianco o oidio che ricopre le foglie e i boccioli delle piante di una patina bianca simile a farina – succede sui balconi dove non circola l’aria o negli appartamenti chiusi – si può usare una miscela con 30% di latte ed acqua che va spruzzata una volta a settimana sulle parti aggredite. Quando asciuga, si forma una pellicola sulle foglie che impedisce al fungo di attecchire”, specifica il giornalista.  

Contro le malattie causate dai parassiti, come gli afidi o cocciniglie, “il sapone molle o di potassio – non quello dei piatti! – è un ottimo rimedio perché spruzzandolo sopra e sotto le foglie annienta gli insetti e non inquina”. Il bicarbonato? “In piccole diluizioni funziona per le malattie da funghi, ma ha degli effetti collaterali perché poi la terra rimane ‘salata’, tant’è che viene più consigliato come diserbante sulle erbacce del giardino”. L’acqua demineralizzata o quella piovana o dei condizionatori “è efficace quando le piante acidofile non riescono più ad assorbire il ferro presentando foglie gialle. Succede a causa del calcare dell’acqua del rubinetto e ce ne accorgiamo perché sulla superficie della terra in vaso si crea una patina bianca simile a una muffetta. Un bel lavaggio con una innaffiatura ogni sei mesi con acqua demineralizzata è tra le soluzioni”. Anche l’aceto aiuta ad acidificare i terreni troppo alcalini “ma va usato quello di mele e in piccolissime dosi, due cucchiaini in un litro d’acqua. Comunque poi è opportuna un’innaffiatura sempre con acqua demineralizzata”. Un altro acidificante è il caffè: “ma va utilizzato ogni tanto mettendo un fondo in mezzo litro d’acqua per poi innaffiare. Pratica da evitare per piante non acidofile”. I gusci delle uova “ricchi di calcio, una volta triturati e mescolati al terriccio, vanno bene per le piante succulente”.  

“La crisi climatica sta cambiando il nostro calendario in orti e giardini, oggi è importantissimo piantare non più in primavera ma in autunno, nel momento in cui i vegetali sono meno stressati dal caldo e possono concentrarsi a far crescere le radici”, conclude l’esperto.  

 

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