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A New York la settimana Onu: 130 leader attesi per discutere guerre, clima e Intelligenza artificiale

(Adnkronos) – Saranno quasi 130 i capi di Stato e di governo attesi a New York per la settimana di alto livello della 81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite. Dal 22 al 28 settembre, i leader mondiali si riuniranno al Palazzo di Vetro per il dibattito generale, chiamato a fare il punto sulle principali crisi internazionali e sulle sfide che richiedono una risposta multilaterale. Il tema scelto per questa sessione è “Restoring trust, managing transformation: a United Nations that delivers for all”, ovvero “Ripristinare la fiducia, gestire la trasformazione: un’Onu che dia risultati per tutti”. 

 

Per una settimana, il Palazzo di Vetro sarà il principale punto di incontro della diplomazia internazionale. I leader saranno chiamati a confrontarsi sui principali dossier globali, dalle guerre e dalla sicurezza internazionale alle crisi umanitarie, dal cambiamento climatico alla salute, fino alla governance dell’intelligenza artificiale. Il programma della settimana di alto livello prevede, infatti, una serie di appuntamenti dedicati alle emergenze e alle trasformazioni che interessano la comunità internazionale, oltre al dibattito generale, momento centrale dei lavori dell’Assemblea. 

La presenza dei principali leader mondiali si intreccerà con una fitta agenda di incontri bilaterali. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, arriverà a New York nel pomeriggio di lunedì e, secondo il programma riferito dall’ambasciatore Usa presso l’Onu, Mike Waltz, terrà il giorno successivo il discorso all’Assemblea generale, prima di incontrare diversi leader. Tra gli appuntamenti previsti figurano quelli con il primo ministro britannico Andy Burnham, la premier giapponese Sanae Takaichi e i leader dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo. Trump incontrerà inoltre la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, e ospiterà un ricevimento per i capi di Stato e di governo presenti a New York. 

 

Escluso invece – come ha indicato un funzionario Usa al Times of Israel – un bilaterale tra Trump e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. E non è al momento confermato neanche un incontro bilaterale tra Trump e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, come indicato dallo stesso Waltz. Due funzionari ucraini hanno confermato a Suspilne che ad oggi il colloquio non risulta ancora fissato. Nei giorni scorsi Zelensky aveva espresso l’intenzione di discutere con Trump la possibilità di un cessate il fuoco nel settore energetico e nel Mar Nero. 

La guerra in Ucraina non sarà l’unico dossier destinato a occupare la diplomazia internazionale. Uno dei temi sarà senza dubbio la guerra in Medio Oriente. Nei giorni scorsi gli Stati Uniti hanno concesso il visto al presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, al ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, e ad altri funzionari di Teheran per consentire la partecipazione alla settimana di alto livello. Il Dipartimento di Stato ha precisato che la delegazione sarà soggetta a restrizioni di viaggio e a limiti per l’acquisto di beni di lusso e di altro tipo, oltre a essere più ristretta rispetto a quella dello scorso anno. 

Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas, invece, non parteciperà in presenza all’Assemblea generale dopo il nuovo diniego del visto d’ingresso da parte degli Stati Uniti. La decisione si inserisce nel quadro delle restrizioni sui visti adottate da Washington nei confronti di esponenti dell’Anp e dell’Olp. 

 

Anche la rappresentanza europea e quella italiana saranno segnate da alcune assenze. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non parteciperà, salvo cambiamenti dell’ultimo minuto, alla riunione dell’Assemblea Generale. L’Italia sarà rappresentata dal vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. La decisione, secondo fonti di Palazzo Chigi, si inserisce nella scelta già annunciata da Meloni di delegare al ministro degli Esteri la partecipazione ad alcuni appuntamenti internazionali, senza che ciò rappresenti un disimpegno. Anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha cancellato il viaggio a New York per esigenze legate alla politica interna visto il delicato voto nel Meclemburgo e a Berlino. Al suo posto interverrà il ministro degli Esteri, Johann Wadephul. 

La settimana Onu vedrà inoltre la partecipazione del segretario generale della Nato Mark Rutte, atteso negli Stati Uniti dal 22 al 24 settembre. Dopo una tappa in Iowa, dove incontrerà la governatrice Kim Reynolds e visiterà il quartier generale delle Forze congiunte della Guardia nazionale, Rutte si recherà a New York mercoledì per incontrare leader mondiali e alti funzionari. Giovedì 24 terrà un discorso durante una cerimonia commemorativa organizzata dall’11/9 Memorial & Museum. 

Tra le presenze annunciate figura anche quella di Kim Son-Gyong, vice ministro degli Esteri della Corea del Nord. Secondo l’agenzia Yonhap, il diplomatico nordcoreano dovrebbe incontrare il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, e rappresentanti di Paesi considerati amici di Pyongyang, tra cui Cuba e Venezuela. 

 

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