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Conte al tavolo della coalizione progressista: “Continuare a inviare armi significa allontanare la pace”

Giuseppe Conte al tavolo della coalizione progressista con il documento programmatico in venti punti votato in modo plebiscitario dal Movimento 5 Stelle, ogni punto con favorevole ben oltre il 90% dei votanti.

L’ex premier pronto per il tavolo di coalizione che parte dal campo largo con PD e AVS, con il documento programmatico con le proposte “sintesi politica che tiene conto dei contributi degli oltre 17 mila cittadini coinvolti negli eventi sul territorio, iscritti e non iscritti al Movimento 5 Stelle, dell’esito del confronto deliberativo on line, nonché dell’attività politica già svolta dal MoVimento 5 Stelle in questi anni”.

Un documento in cui si sottolinea chiaro e forte, 91,7% a favore, “Continuare a inviare armi significa allontanare la pace”.

Un tema che divide il Pd alleato di campo largo, e che all’interno del partito guidato da Elly Schlein si è riaperto dopo le parole di Virginia Libero, segretaria giovani dem, alla Festa nazionale dell’Unità.

Niente di diverso sulle armi da quanto il leader M5S ha sostenuto fin qui. Ribadito anche una decina di giorni fa a Marina di Pietrasanta. 

Adesso però c’è un chiaro mandato di programma per il tavolo progressista: “C’è una comunità, di iscritti e non iscritti, che mi ha dato un mandato chiaro e non mi posso sottrarre. Dopo il programma condiviso affronteremo il tema delle primarie“.

Conte: “Quando andremo al governo, perché tocca a noi, come prima cosa iniziamo a dire cosa c’è da cancellare. No al riarmo. No ad accordi militari e commerciali con Israele. Restaurazione del reato di abuso d’ufficio. No alla norma salva politici dalla Corte dei Conti.

Cancellare le norme che limitano gli strumenti investigativi e le intercettazioni. Cancelleremo anche le leggi bavaglio. Dopo questa tabula rasa realizzeremo il progetto progressista”.

“Ma è possibile che stupratori, aggressori, delinquenti debbano essere avvertiti prima di essere arrestati?”.

Il governo ha fallito sulla sicurezza. Toccherà a noi garantire più sicurezza; in modo pragmatico non con le chiacchiere. Non si può garantire più sicurezza con scoperture nell’organico delle nostre forze dell’ordine”.

Un mandato M5S che al punto 17 evidenzia: “No al piano Rearm EU, sì a una politica estera comune, accompagnata da una difesa comune europea che garantisca significativi risparmi di spesa ed economie di scala. Il tutto rafforzando il
controllo democratico demandato al Parlamento europeo.
No all’innalzamento della spesa per la difesa al 5% del Pil in sede Nato, adoperandosi per introdurre
target di spesa sostenibili e compatibili con il rafforzamento del nostro modello sociale.
Cambiare radicalmente l’approccio fallimentare dell’Italia e dell’Europa nei confronti della guerra in
Ucraina. Continuare a inviare armi significa allontanare la pace.

È necessaria una svolta negoziale che tuteli le ragioni del Paese aggredito, con il coinvolgimento dell’intera comunità internazionale.

Riconoscimento dello stato della Palestina, risoluzione dell’accordo di cooperazione militare con
Israele, promozione del superamento nell’Unione Europea dello status di partner privilegiato di Israele,
promozione dell’adozione di sanzioni economiche e finanziarie nei confronti di tutti i responsabili del
genocidio a Gaza e delle attività criminose in Cisgiordania”.

Conte: “Di là sappiamo chi c’è, chi ha reso l’Italia complice silente del genocidio a Gaza. Oltre 20mila bambini uccisi”.

 

“La nota comune di tutte le nostre proposte è il fatto che virino ad attuare la nostra Costituzione. Ecco perché ho da tempo proposto che questo progetto, l’alleanza progressista, si chiami ‘Alleanza per la Costituzione‘.

CINZIA GORLA

© Riproduzione riservata

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