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martedì 29 Settembre 2026
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La nuova era dell’automazione parte dall’Italia, al via l’OMRON on Tour 2026

(Adnkronos) – Ha preso ufficialmente il via l’OMRON on Tour 2026, un articolato viaggio in sei tappe lungo la penisola ideato per portare nel cuore del tessuto industriale italiano le più avanzate soluzioni di automazione progettate per rendere i processi produttivi più affidabili, efficienti, flessibili e sicuri. Inaugurato presso l’OMRON I-Lab di Milano, questo percorso itinerante proseguirà nei prossimi mesi toccando snodi cruciali della produzione nazionale come Vicenza (6 e 8 ottobre), Bologna (14 ottobre), Frosinone (27 ottobre), Ancona (3 e 4 novembre) fino a concludersi a Bari (11 e 12 novembre). 

Al centro dell’iniziativa non c’è unicamente l’esposizione delle novità tecnologiche, ma soprattutto la volontà di promuovere un dialogo strutturato e continuativo tra il mondo dell’industria e quello della formazione. Ciascun appuntamento sarà infatti ospitato presso un ITS Academy (Istituto Tecnologico Superiore Academy), luoghi chiave della Rete degli ITS Meccatronici (RIM) in cui imprese, docenti e studenti possono confrontarsi direttamente sulle competenze e sui linguaggi che definiranno la manifattura di domani. La collaborazione tra OMRON e la rete ITS intende così gettare un ponte concreto tra chi sviluppa l’automazione oggi e le nuove generazioni di professionisti chiamate ad adottarla e valorizzarla in futuro, allineandosi a una visione del progresso che si costruisce attraverso la collaborazione e la co-creazione inclusiva anziché in modo isolato. 

 

 

 

 

Durante le varie giornate del tour, le aziende e gli OEM, oggi chiamati a competere in un contesto internazionale delicato e complesso, avranno la possibilità di toccare con mano demo live, approfondimenti applicativi e soluzioni concepite per trasformare esigenze operative quotidiane in risultati reali e misurabili. Tra le tecnologie protagoniste spiccano i sistemi per l’integrazione IT/OT e la gestione dei dati in linea con i requisiti di direttive e regolamenti attuali come CRA, NIS2 e il nuovo Regolamento Macchine; soluzioni di controllo qualità basate su Intelligenza Artificiale e machine vision per la tracciabilità conforme all’iniziativa GS1 Sunrise 2027; architetture motion per il packaging primario a carrelli indipendenti per velocizzare i cambi formato; e soluzioni di robotica integrata gestite direttamente da un unico controllore. Non mancano inoltre anteprime tecnologiche come il servoazionamento entry level C6, l’inverter R1 per alte potenze e la nuova generazione di sensori E3AS, perfezionati per la rilevazione di superfici trasparenti e riflettenti. 

Per comprendere appieno come questa forte attenzione al territorio, alla formazione e alla vicinanza alle linee produttive si inserisca nelle strategie di crescita del gruppo, il Ceo di Omron Industrial Automation Europe, Virendra Shelar, si è concesso in un’intervista a Adnkronos Tech&Games. Nel corso dell’incontro emerge in modo chiaro la continuità tra i principi guida aziendali,a partire dalla storica teoria SINIC, che subordina l’evoluzione tecnologica alla risoluzione dei bisogni sociali, e le risposte concrete messe in campo per l’industria europea: dalla manutenzione predittiva per azzerare i fermi macchina, alla riduzione dei consumi energetici, fino a un’integrazione collaborativa dell’Intelligenza Artificiale che mantenga la persona sempre al centro della produzione. 

 

Virendra Shelar, Ceo di Omron Industrial Automation Europe

 

 

 

 

La teoria SINIC (Seed-Innovation to Need-Impetus Cyclic Evolution) di OMRON sostiene che l’innovazione debba servire i bisogni della società. In che modo questo principio guida oggi la vostra roadmap dell’automazione?
 

La teoria SINIC ruota attorno a tre elementi chiave: tecnologia, società e scienza. A volte c’è un bisogno sociale che spinge la tecnologia a risolvere un problema; altre volte la tecnologia spinge la scienza o la scienza sviluppa qualcosa di nuovo. In OMRON non partiamo chiedendoci quale tecnologia vendere, ma quale sfida stia affrontando la società oggi e di quale tecnologia ci sia bisogno per risolverla. Non facciamo tecnologia per il gusto di farla, ma partiamo dai problemi umani. Se risolviamo i problemi sociali, restiamo sul mercato più a lungo; se seguiamo solo la tecnologia del momento, l’azienda rischia di non sopravvivere.
 

Dai fermi macchina all’efficienza energetica, come sfrutta OMRON l’intelligenza artificiale per rendere le fabbriche più snelle e sostenibili?
 

Ci concentriamo su tre aree. La prima è la gestione dei fermi macchina non pianificati: in passato c’erano operatori esperti che capivano a orecchio se la linea necessitava di manutenzione, ma con il cambio generazionale queste competenze si stanno perdendo. Usiamo l’AI per la manutenzione predittiva, per intervenire prima che la linea si fermi e si generino perdite di tempo ed energia. La seconda area è la misurazione puntuale dei consumi energetici per ridurre gli sprechi. La terza riguarda la pianificazione della produzione basata sui dati reali per evitare la sovrapproduzione. In definitiva, la tecnologia migliore è quella che aiuta le fabbriche a usare meno risorse e a produrre in modo più sostenibile e affidabile.
 

In che modo OMRON aiuta i produttori a colmare il divario tra IT e OT, passando dalla semplice connettività a un’adattabilità in tempo reale?
 

Per questo abbiamo sviluppato il concetto di i-Automation!, basato su tre pilastri. Il primo è l’integrazione (Integrated), ovvero far lavorare insieme macchine, robot e sistemi integrando IT e OT. Il secondo è l’interattività (Interactive), dove la tecnologia interagisce direttamente con l’uomo, come avviene con i cobot sulle linee. Il terzo è l’intelligenza (Intelligent), basata sull’uso strategico dei dati per prendere decisioni e guidare le azioni sul campo.
 

Qual è il principale fattore competitivo che un produttore europeo ottiene modernizzandosi con OMRON?
 

La nostra architettura ILO+S+R, che copre Input, Logica, Output, Robotica e Sicurezza. Offriamo un unico interlocutore per tutte le esigenze produttive. Non ci limitiamo a sostituire un componente con un altro, ma analizziamo l’intera linea per renderla più affidabile, produttiva e sostenibile, ragionando in un’ottica di soluzione complessiva e non di singolo prodotto.
 

Qual è il prossimo grande obiettivo di OMRON nel plasmare il futuro dell’automazione incentrata sull’uomo?
 

Stiamo entrando in quella che la teoria SINIC definisce “società autonoma”. Già nel 1970 il nostro fondatore aveva previsto questa evoluzione. Il nostro prossimo traguardo è capire come tecnologia, persone e società possano evolvere insieme in modo armonico. Le fabbriche del futuro saranno più resilienti, collaborative e sostenibili. Mantenere le persone al centro e co-creare un ecosistema condiviso è la nostra pietra miliare per il futuro.
 

L’automazione ad alta tecnologia è affascinante, ma le imprese europee sono davvero pronte ad adottarla? Come le aiutate a colmare il divario di digitalizzazione?
 

Ci sono aziende a livelli di maturità differenti. Alcune realtà sono all’avanguardia assoluta, mentre piccole e medie imprese stanno ancora affrontando i primi passi della transizione. Tuttavia, la tecnologia sta diventando sempre più accessibile a tutti. L’importante non è adottare la tecnologia per moda, ma capire quale problema concreto si intende risolvere. Se risolvi un problema reale per la tua azienda o per la società, crescerai a prescindere dalle tue dimensioni di partenza.
 

Molti temono che l’avvento dell’AI possa sostituire l’essere umano. Lei è preoccupato per il futuro dell’umanità di fronte a questa svolta?
 

Non credo si tratti di una lotta tra uomini e macchine, ma di coesistenza e collaborazione. L’automazione serve a liberare l’uomo da compiti ripetitivi, pericolosi e fisicamente gravosi, restituendogli il tempo per creare. L’AI è una tecnologia straordinaria che ci semplificherà la vita, ad esempio accelerando le diagnosi mediche. Tuttavia, anche di fronte all’analisi più accurata di un’AI, avremo sempre bisogno del giudizio e della conferma del medico umano. L’intelligenza artificiale sarà un alleato per farci lavorare meglio, non un sostituto dell’uomo.
 

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