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Agente Ice uccide madre di tre figli a Minneapolis: “Fuori dai co***”, la rabbia del sindaco – Video

Renee Nicole Good, 37 anni, madre di tre bambini, poetessa e scrittrice originaria del Colorado, è stata uccisa da un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) in una strada residenziale nel sud di Minneapolis. La donna è stata colpita da tre proiettili sparati attraverso il finestrino della sua auto. È morta poche ore dopo all’Hennepin County Medical Center.​

L’episodio è avvenuto ieri, 7 gennaio 2026, a meno di un miglio dal luogo in cui la polizia uccise George Floyd nel 2020, riaccendendo tensioni mai sopite tra le autorità federali e la città di Minneapolis. A parte il colore della pelle (Nicole Good era una donna bianca), la vicenda ricorda da vicino quella di George Floyd anche per le proteste che sta generando in tutto il Paese.

Il clima è particolarmente caldo da quando Donald Trump ha dichiarato guerra aperta all’immigrazione con i fatti e con le dichiarazioni: a settembre, il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale americano ha pubblicato un video che utilizzava lo slogan “Gotta Catch ‘Em All!” paragonando gli immigrati a dei Pokémon da catturare.

Sull’uccisione di Nicole Good stanno emergendo due versioni opposte: quella delle autorità federali, che parlano di “atto di terrorismo domestico” e di autodifesa, e quella dei testimoni oculari che smentiscono gli agenti.

Due versioni opposte: cosa dicono i testimoni 

Secondo i testimoni intervistati da Fox 9, la donna è salita su un’auto rossa nell’area di Portland Avenue e East 34th Street mercoledì mattina.​ “C’era un agente Ice su ciascun lato del veicolo che cercava di entrare, e un terzo agente Ice è arrivato e ha provato a tirare la maniglia della portiera lato conducente”, hanno raccontato i testimoni.​

Uno degli agenti dal lato del conducente si è allontanato e ha aperto il fuoco, sparando tre volte attraverso il finestrino lato guida. Un testimone ha dichiarato che “il veicolo non si stava muovendo verso gli agenti” al momento degli spari.​ I testimoni hanno inoltre riferito che un medico presente sulla scena ha cercato di aiutare la donna colpita, ma gli agenti Ice hanno rifiutato di far entrare il dottore. Sono passati circa quindici minuti prima che arrivasse un’ambulanza, che è stata bloccata dai veicoli Ice che occupavano la strada.​

Un testimone oculare ha raccontato a Mpr News che gli agenti Ice hanno dato ordini contraddittori alla conducente: un agente le ordinava di allontanarsi dalla scena, dove un veicolo Ice era bloccato in un banco di neve, mentre un altro le urlava di scendere dall’auto mentre cercava di aprire la portiera.​

La versione delle autorità federali

La versione ufficiale del Dipartimento della Sicurezza Nazionale è radicalmente diversa: “Oggi, gli agenti Ice a Minneapolis stavano conducendo operazioni mirate quando alcuni rivoltosi hanno iniziato a bloccare gli agenti Ice e uno di questi violenti rivoltosi ha trasformato il suo veicolo in un’arma, tentando di investire i nostri agenti delle forze dell’ordine nel tentativo di ucciderli — un atto di terrorismo domestico”, ha dichiarato la portavoce Tricia McLaughlin in un comunicato ufficiale.

Secondo la versione federale, “un agente Ice, temendo per la sua vita, per le vite dei suoi colleghi e per la sicurezza del pubblico, ha sparato colpi difensivi. Ha usato il suo addestramento e ha salvato la propria vita e quella dei suoi colleghi”.​

La segretaria alla Sicurezza Nazionale Kristi Noem, durante una conferenza stampa a Minneapolis mercoledì sera, ha definito qualsiasi morte una “tragedia”, ma ha sostenuto che la sparatoria fosse giustificata. “Il nostro agente ha seguito il suo addestramento e ha fatto esattamente ciò che gli era stato insegnato a fare in quella circostanza”, ha dichiarato Noem.​ Secondo la sua ricostruzione, prima di essere uccisa, Renee Nicole Good avrebbe tentato di bloccare gli agenti con il suo veicolo, li avrebbe molestati per tutto il giorno e avrebbe persino “tentato di investire un agente delle forze dell’ordine”.

Per Kristi Noem l’incidente è la conseguenza di un “atto di terrorismo domestico diretto contro il personale Ice”.​

La reazione del sindaco di Minneapolis: “Ice, fuori dalla mia città” 

Dopo aver visto i video dell’assassinio, il sindaco di Minneapolis Jacob Frey, democratico, ha definito “spazzatura” la versione delle autorità federali e ha chiesto l’immediata uscita degli agenti Ice dalla città con termini poco fraintendibili: “Fuori dai co****ni”.

“Stanno già cercando di far passare questa sparatoria come un atto di autodifesa. Avendo visto io stesso il video, voglio dire a tutti direttamente — questa è una stronzata”, ha spiegato il sindaco.​

Frey ha definito la narrazione federale “spazzatura” e ha condannato la descrizione di Noem dell’incidente come “terrorismo domestico”. 

Le parole di Frey sono uno specchio del clima di tensione sociale che si respira negli States sul fronte immigrazione: “Abbiamo temuto questo momento fin dalle prime fasi della presenza Ice a Minneapolis”.

“Le persone vengono ferite, le famiglie vengono distrutte, residenti di lunga data di Minneapolis che hanno contribuito enormemente alla nostra città, alla nostra cultura, alla nostra economia vengono terrorizzati e ora qualcuno è morto. Questo ricade su di voi. È anche vostra responsabilità andarvene. È vostra responsabilità assicurarvi che non vengano causati ulteriori danni, ulteriori perdite di vite umane e ferite”, ha aggiunto il sindaco di Minneapolis. 

Il messaggio più diretto è arrivato nel comunicato ufficiale della città: “Ice — Fuori da Minneapolis. Non vi vogliamo qui. Il vostro scopo dichiarato per essere in questa città è creare una qualche forma di sicurezza, ma state facendo esattamente l’opposto.”​ Frey ha poi accusato le autorità federali di cercare provocazioni: “Sappiamo che l’agenda di questa amministrazione federale è creare caos e chiediamo ai residenti e ai membri della comunità di essere all’altezza della situazione e mostrare il nostro lato migliore. Non abboccate all’amo. Vogliono una scusa per entrare e mostrare il tipo di forza che creerà più caos e più disperazione. Non lasciamoglielo fare”.

Polizia locale contro l’Ice

Anche la polizia locale si schiera contro l’Ice, acuendo la spaccatura istituzionale. Il capo della polizia di Minneapolis Brian O’Hara ha dichiarato in una conferenza stampa di essere “molto preoccupato” per l’uso della forza letale. Anche il governatore del Minnesota Tim Walz ha anch’egli visionato il video e ha dichiarato: “Non credete alla macchina della propaganda. Lo Stato garantirà un’indagine completa, equa ed rapida per assicurare responsabilità e giustizia”.​

Il Minneapolis City Council ha rilasciato una dichiarazione congiunta: “Chiunque uccida qualcuno nella nostra città merita di essere arrestato, indagato e perseguito nella massima misura prevista dalla legge. Siamo uniti nel nostro sostegno alla nostra comunità di immigrati e ai nostri residenti sulla scia di questi attacchi. Chiediamo che Ice lasci immediatamente la nostra città così possiamo liberarci del loro caos e della violenza che oggi ha posto fine alla vita di una nostra vicina”.

L’uccisione di Renee Nicole Good si inserisce in quella che il Dipartimento della Sicurezza Nazionale ha definito “la più grande operazione Ice di sempre” in Minnesota, dal momento che l’amministrazione Trump ha inviato oltre duemila agenti federali nell’area metropolitana delle Twin Cities (Minneapolis e St. Paul) per contrastare l’immigrazione negli Usa.​ Riecheggiando il sindaco Frey, la portavoce del Dhs, Tricia McLaughlin, ha collegato l’episodio di ieri a un clima di crescente ostilità: “Questa è la conseguenza diretta degli attacchi costanti e della demonizzazione dei nostri agenti da parte di politici delle città santuario che alimentano e incoraggiano assalti dilaganti contro le nostre forze dell’ordine che stanno affrontando un aumento del 1.300% negli assalti contro di loro e un aumento dell’8.000% nelle minacce di morte”.

Popolazione

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

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