Il “turismo procreativo” verso le cliniche di Cipro Nord è da anni sempre più attivo per molte coppie europee. Attratte da promesse di successo, con prezzi contenuti e regole meno rigide, però, non sempre le storie di nuove vite, lì, hanno gli esiti sperati. A riaccendere i riflettori su una realtà spesso meno gioiosa di quanto ci si possa aspettare è una recente inchiesta della Bbc, secondo la quale, diverse famiglie hanno scoperto, anni dopo, che i propri figli non sono nati dai donatori scelti e pagati profumatamente, ma da soggetti sconosciuti.
Ecco quanto accaduto.
La scelta del donatore e la promessa della clinica
Tutto ha inizio con il desiderio di Laura e Beth, una coppia britannica, di avere due figli che fossero fratelli biologici tra loro. Nel 2011 si rivolgono al Dogus Ivf Centre, a Cipro Nord, scegliendo con cura un donatore danese anonimo dal catalogo di una prestigiosa banca dello sperma. Il donatore, soprannominato “Finn”, veniva descritto come un uomo sano, sportivo, con capelli castani e occhi chiari. Per l’intero trattamento la coppia ha speso circa 16.000 sterline, di cui 2.000 destinate specificamente all’acquisto del seme di “Finn”.
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Le nascite e i primi sospetti
La prima figlia, Kate, nasce senza complicazioni. Ma qualche anno dopo, la coppia torna nella stessa clinica chiedendo espressamente di utilizzare di nuovo lo sperma di “Finn” per il secondo figlio, James, ricevendo piene rassicurazioni dal personale medico. Tuttavia, alla nascita del piccolo, qualcosa non torna: il bambino mostra tratti fisici mediterranei, con pelle olivastra, occhi e capelli molto scuri, caratteristiche del tutto diverse da quelle del donatore danese scelto.
La verità del Dna
Per anni la coppia ha convissuto con il dubbio, finché non ha deciso di sottoporre i figli a un test del Dna. I risultati sono stati scioccanti: non solo nessuno dei due bambini era imparentato con il donatore “Finn”, ma i due fratelli non avevano alcun legame biologico tra loro. In pratica, la clinica aveva utilizzato donatori diversi e sconosciuti per entrambi i trattamenti, senza mai informare le madri. Ad oggi, l’inchiesta ha individuato almeno sette bambini nati in condizioni simili.
Cipro Nord: un “Far West” senza regole
Il problema principale risiede nella posizione geografica e politica delle cliniche. Cipro Nord è un territorio riconosciuto legalmente solo dalla Turchia, il che significa che le severe leggi in materia di dell’Unione Europea sulla fecondazione assistita qui non si applicano. In questa zona mancano autorità indipendenti che monitorino gli standard medici o che possano revocare le licenze in caso di errori gravi. Questa assenza di controlli permette alle strutture di offrire prezzi bassi e procedure illegali altrove (come la selezione del sesso per motivi non medici), ma espone i pazienti a rischi altissimi.
Le difese della clinica e il parere degli esperti
La dottoressa Firdevs Uguz Tip, che all’epoca operava presso il Dogus e oggi gestisce il proprio centro, il Miracle Ivf Centre, ha respinto ogni accusa. Ha messo in dubbio l’attendibilità dei test del Dna e ha sostenuto che, per quanto riguarda gli ovociti, la scelta finale spetta esclusivamente alla clinica, nonostante le pazienti affermino di aver ricevuto profili dettagliati per scegliere una specifica donatrice.
Tuttavia, esperti della British Fertility Society sottolineano che, sebbene un errore umano isolato sia rarissimo, il ripetersi di scambi di donatori suggerisce una grave negligenza o, peggio, un deliberato inganno ai danni dei genitori.
L’impatto umano: “Siamo comunque una famiglia”
Oltre al danno economico, resta una ferita profonda legata all’identità. James, ora adolescente, spiega con amarezza: “L’identità è tutto, è ciò che sei come persona”. Sapere di non avere accesso alla propria storia genetica e sanitaria è un peso che questi ragazzi porteranno per sempre. Le famiglie coinvolte, però, cercano di restare unite. Come ha spiegato la giovane Kate: “Siamo cresciuti insieme, siamo una famiglia anche se non per legame di sangue”. La vicenda resta però un monito fondamentale sui pericoli della fecondazione assistita in contesti privi di trasparenza e tutele legali.
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