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In Italia quasi 5 bambini su 100 nascono con la procreazione assistita

In Italia, quasi cinque bambini ogni 100 nascono con la procreazione medicalmente assistita. A rilevarlo è l’ultima Relazione al Parlamento del Ministero della Salute, presentata nel 2025 e basata sull’attività del 2023 con prime tendenze per il 2024 e che conferma che la medicina riproduttiva è ormai un pilastro fondamentale per contrastare l’inverno demografico nel nostro Paese.

Nel 2023, la Pma ha contribuito in modo determinante alla natalità italiana: sono nati vivi 17.235 bambini, pari al 4,5% del totale delle nascite nazionali (379.890), segnando un nuovo record rispetto agli anni precedenti.

I numeri di un settore in crescita

Il desiderio di genitorialità spinge un numero sempre maggiore di persone a ricorrere alla scienza: nel 2023 sono state trattate 89.870 coppie, con un incremento rispetto alle 87.192 del 2022. In totale sono stati avviati 112.804 cicli di trattamento. La stragrande maggioranza (85,4%) utilizza i gameti della coppia (fecondazione omologa), mentre il 14,6% ricorre alla donazione di ovociti o seme (fecondazione eterologa). All’interno della fecondazione eterologa, il ricorso alla donazione di ovociti è la pratica più diffusa, rappresentando il 78,5% dei cicli con gameti donati.

L’efficacia della scienza

Un dato fondamentale per le coppie è la reale probabilità di successo. Grazie al perfezionamento delle tecniche di crioconservazione (congelamento), il tasso di gravidanza cumulativo, che include sia i trasferimenti di embrioni “a fresco” sia quelli da scongelamento, è salito al 33,9% per ogni ciclo iniziato. Questa percentuale è quasi triplicata rispetto al passato e riflette l’uso crescente della strategia “freeze-all”: nel 2023, il 28,9% dei prelievi ovocitari è stato interrotto per congelare tutti gli embrioni ottenuti, permettendo di trasferirli in un momento successivo in condizioni uterine più favorevoli.

La sfida dell’orologio biologico in Italia

Il rapporto evidenzia come l’età delle donne italiane che accedono alla Pma resti la più alta d’Europa: la media per le tecniche a fresco è di 36,7 anni, contro una media europea di 35,1 anni. Per la fecondazione eterologa con donazione di ovociti, l’età media sale drasticamente a 41,8 anni, confermando che il ricorso a donatori esterni è spesso l’unica risposta a un’infertilità fisiologica legata al tempo che passa.

Sicurezza e salute: meno parti gemellari

La sicurezza per madri e neonati è migliorata radicalmente grazie alla riduzione dei trasferimenti multipli di embrioni. Oggi, il trasferimento di un singolo embrione riguarda il 58,6% dei casi a fresco (era solo il 18,7% nel 2005), mentre i trasferimenti di tre o più embrioni sono scesi al 2,6%. Di conseguenza, i parti gemellari sono calati all’8,7% per le tecniche con gameti propri, riducendo i rischi di prematurità e basso peso alla nascita.

Diseguaglianze territoriali e accesso alle cure

In Italia sono attivi 316 centri Pma, ma la loro distribuzione è fortemente disomogenea: oltre la metà (53,4%) è concentrata in sole quattro regioni: Lombardia, Campania, Lazio e Veneto. Esiste inoltre un divario economico e organizzativo:

  • Settore pubblico e privato: il 62,6% dei cicli omologhi più complessi (II e III livello) è a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn).
  • Fecondazione eterologa: qui il peso ricade ancora quasi tutto sulle famiglie, con il 69,4% delle attività svolte in strutture private.
  • Diagnosi genetica preimpianto (Pgt): questa tecnica, fondamentale per identificare anomalie genetiche prima del trasferimento, è in crescita (+11% rispetto al 2022) ma viene eseguita per il 73,3% nel settore privato.

Prime tendenze per il 2024

I dati preliminari del Certificato di assistenza al parto (CeDap) per il 2024 indicano che sono state registrate 15.287 gravidanze da PMA, con una media di 4,2 gravidanze assistite ogni 100 totali. Il ricorso al taglio cesareo in questi casi rimane elevato (49%), così come l’incidenza di parti plurimi (6,6%) rispetto alla media nazionale complessiva dell’1,4%. Sul fronte della sicurezza, nel 2024 sono state effettuate 51 ispezioni presso i centri, rilevando 219 non conformità, segno di una vigilanza sempre più stringente per garantire standard di qualità europei.

In conclusione, la Relazione sottolinea che la piena entrata in vigore dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) sarà cruciale per ridurre le disparità regionali e garantire a tutte le coppie un accesso equo e sicuro a queste tecniche vitali per il futuro dell’Italia.

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content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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