Sei in un’antica masseria del Seicento nel Salento, accanto a te hai la piscina privata, gli uliveti e mura che hanno quattro secoli di storia. Insomma, sembra proprio la tipica situazione da condividere nelle storie di Instagram, se non fosse che Airbnb ti permette di passare una settimana da sogno in questa contesto ad una condizione: abbandonare lo smartphone. Non per uno o due giorni, ma per tutti e sette.
L’iniziativa si chiama “In vacanza, per davvero” e la domanda che ci mette davanti è tanto semplice quanto scomoda: siamo ancora capaci di staccare la spina? O ci siamo così abituati a documentare, scorrere e rispondere che una settimana offline ci sembra un’impresa?
I numeri che hanno convinto Airbnb a fare questa mossa
Prima di progettare l’iniziativa, Airbnb ha condotto una ricerca su 1.200 italiani maggiorenni, coordinata dal professor Daniele Marini, sociologo all’Università di Padova.
Quello che è emerso è abbastanza chiaro.
Quasi uno su due vorrebbe una pausa dalla tecnologia durante le vacanze. Oltre il 60% dice che lo smartphone rovina la qualità del tempo con le persone con cui viaggia. Il 49% vorrebbe scoprire luoghi e tradizioni in modo tradizionale, senza schermi di mezzo.
Secondo i dati interni della piattaforma, nelle ultime sei estati, oltre sei prenotazioni su dieci in Italia hanno riguardato soggiorni condivisi da famiglie o comitive. Questo trend evidenzia che la vacanza è ancora e soprattutto una cosa da fare insieme. Possibilmente guardandosi in faccia.
Chi può partecipare e cosa si vince
L’offerta è rivolta a due tipologie di gruppi, fino a dieci persone ciascuno.
Il primo profilo è una famiglia multigenerazionale o allargata che, tra lavoro, scuola e impegni vari, fatica a trovare il momento giusto per stare davvero insieme. Il secondo è un gruppo di amici che la distanza o la routine ha separato un po’, ma tra cui c’è ancora un legame.
Per candidarsi bisogna raccontare la storia del proprio gruppo e spiegare perché si sente il bisogno di quella settimana offline. Le candidature sono aperte fino al 14 giugno 2026.
I vincitori otterranno il soggiorno completamente gratuito, nelle date già fissate: dal 23 al 29 agosto per la famiglia, dall’1 al 7 settembre per gli amici.
La masseria da sogno
La struttura è una dimora del Seicento nella campagna leccese, circondata da uliveti e agrumeti. All’interno c’è tutto quello che serve per non annoiarsi senza uno schermo: salone con camino, giochi da tavolo, parco privato, piscina. Per esplorare il Salento, invece, ci si può affidare ai consigli degli abitanti del posto: esattamente il tipo di vacanza che funziona meglio senza Google Maps aperto in continuazione.
La regola aurea è semplice (a dirsi): smartphone e laptop restano in valigia per l’intera durata del soggiorno. Nessuna eccezione.
Lusso o bisogno? Probabilmente tutte e due le cose
È facile liquidare l’iniziativa come marketing ben confezionato (un’azienda digitale che cavalca l’anti-digitale). E in parte lo è. Ma i dati che ci sono dietro raccontano qualcosa di più reale.
Lo psicologo Luca Bernardelli, coinvolto nella ricerca, lo dice senza giri di parole: “La nuova vacanza di lusso è quella che ci permette di uscire dal rumore digitale e di recuperare dal sovraccarico cognitivo, ritrovando connessioni umane più autentiche”.
D’altronde le conseguenze dell’iperconnessione su attenzione, sonno e capacità di relazione sono documentate da anni.
La domanda vera, alla fine, non è se Airbnb stia facendo una bella mossa di comunicazione. È se, leggendo questo articolo, è più grande la “paura” di non avere il telefono per sette giorni o la voglia di andare in vacanza per davvero.
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