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Banche, al via Congresso Uilca tra risiko e Ai: guanto di sfida alla desertificazione bancaria

(Adnkronos) – Volti o vòlti al futuro: dovunque vada l’accento, una visione “umanistica” del lavoro, del credito e delle trasformazioni economiche, anticipata dalla lectio magistralis di Massimo Recalcati, ha aperto oggi a Venezia il Congresso nazionale della Uilca. Una giornata intensa, tra analisi del risiko bancario, numeri sulla solidità del sistema creditizio italiano, richiami alla funzione sociale delle banche e il ruolo del sindacato come presidio democratico. 

Ad aprire i lavori la relazione del segretario generale Fulvio Furlan, che ha posto al centro del dibattito il futuro delle aggregazioni bancarie e le ricadute sul territorio, sull’occupazione e sui servizi ai cittadini. “Le operazioni di M&A devono dare una prospettiva al settore, devono essere coerenti con il fatto che il settore del credito è centrale nella vita del Paese e non avere solo logiche di profitto o rispondere a interessi di azionisti o, peggio, di politiche”, ha detto Furlan all’AdnKronos a margine del congresso. 

Per il leader Uilca, le fusioni devono rispondere a “logiche industriali” e costruire “aziende che abbiano continuità e garantiscano al meglio l’attività del credito”, sia nell’erogazione dei finanziamenti sia nella tutela del risparmio e nei servizi ai cittadini. Un ragionamento che riguarda direttamente le operazioni che stanno animando il settore, dalle partite che coinvolgono Bper Banca e Banca Popolare di Sondrio fino a Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca. Secondo Furlan, è necessario “governare le ricadute di questi processi”, garantendo il mantenimento dei presidi territoriali, dell’occupazione e del benessere lavorativo delle persone. Un tema che il sindacato considera cruciale in una fase di forte trasformazione del sistema bancario italiano. 

 

Tra i dossier più delicati anche quello che riguarda UniCredit e Commerzbank. Commentando all’AdnKronos le resistenze tedesche all’operazione, Furlan ha osservato come “diventi curioso che si parli di unione bancaria da anni e quando ci sono tentativi di una banca italiana, che testimonia la solidità del settore, ci siano Paesi che si dimenticano che quando certe operazioni riguardavano il settore bancario italiano erano possibili”. Per il segretario generale Uilca, il fatto che una banca italiana possa essere nelle condizioni di affrontare un’operazione di questa portata rappresenta “una testimonianza della solidità del settore bancario italiano sia dal punto di vista della redditività sia da quello patrimoniale”. 

Un altro passaggio centrale della giornata ha riguardato il Mezzogiorno. “Serve una banca per il Sud”, ha detto Furlan, tornando sul progetto di banca del Mezzogiorno nato dopo la riorganizzazione della Banca Popolare di Bari e rimasto fermo per troppo tempo. “Il Paese ha bisogno di crescere e non si cresce in modo disorganico”, ha spiegato all’AdnKronos il segretario Uilca, sottolineando la necessità di creare “condizioni e opportunità di occupazione e sviluppo” attraverso un istituto radicato nel territorio e capace di sostenere il tessuto economico meridionale. Nel corso della relazione congressuale Furlan ha poi illustrato i dati che descrivono lo stato di salute del sistema bancario italiano. Attualmente il settore conta 414 banche, comprese 216 banche di credito cooperativo, e 19.140 sportelli, in calo del 18,5% rispetto al 2020. Il Cet1 ratio medio a fine dicembre si attesta al 15,7%, superiore ai requisiti richiesti dai regolatori europei, mentre gli Npe netti – i crediti deteriorati – sono scesi a 17 miliardi, pari all’1,3% dei finanziamenti. Positivi anche gli indicatori di liquidità: il Liquidity Coverage Ratio è al 179,6% e il Net Stable Funding Ratio al 132,8%. 

“La redditività del settore bancario è elevata”, ha sottolineato Furlan, ricordando come il Roe nel 2025 abbia raggiunto il 13,8%, in crescita rispetto al 12,7% del 2024. Dal 2020 al 2025 gli utili netti delle banche italiane hanno superato i 140 miliardi di euro e, secondo i piani industriali già annunciati, nei prossimi tre o quattro anni il settore prevede utili complessivi superiori ai 100 miliardi. Accanto ai numeri positivi, però, il sindacato richiama le criticità legate all’occupazione e alla presenza territoriale. I dati della Banca d’Italia mostrano che il personale bancario nel 2025 è pari a 256.854 unità, con una riduzione di circa 18 mila lavoratori rispetto al 2020. Nel settore, inoltre, circa il 44% dei dipendenti ha più di 50 anni, mentre soltanto l’8% ha meno di 30 anni. Sul fronte della parità di genere, la presenza femminile è pari al 52%, ma resta aperta la questione del gender pay gap, che nei principali gruppi bancari oscilla tra il 18% e il 32%. 

Forte anche il richiamo alla cosiddetta “desertificazione bancaria”. Secondo Furlan, la chiusura degli sportelli produce effetti economici, sociali e persino sulla legalità. “Priva i territori delle banche che possono sostenere il tessuto produttivo e la nascita di nuove attività”, ha detto, sottolineando come i cittadini più fragili rischino di perdere servizi essenziali. Il segretario Uilca ha inoltre evidenziato che la riduzione della presenza bancaria può favorire il radicarsi di fenomeni irregolari come usura e riciclaggio.  

Un tema affrontato anche nel ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, richiamati come esempio di legalità e servizio alle istituzioni a pochi giorni dall’anniversario della strage di Capaci. Nella parte conclusiva della relazione Furlan ha rivendicato il ruolo del sindacato come “costruttore di diritti e dialogo” e “baluardo contro derive antiliberali, populistiche e nazionalistiche”. “Chi fa sindacato ha scelto di stare dalla parte della democrazia rappresentativa, di chi è più debole e non ha voce, dalla parte dell’inclusione e delle regole condivise”, ha affermato, parlando della necessità di difendere il valore delle relazioni sindacali in una fase storica segnata da forti tensioni economiche e sociali. Grande attesa per gli ospiti di domani: ex ceteris, Luigi Lovaglio, Matteo Bianchi, Gianni Franco Papa e Sergio Gatti. (di Andrea Persili) 

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