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Mps, il mercato premia il titolo in attesa dell’assemblea: decisivi i fondi, rischio ricorsi

(Adnkronos) – L’assemblea di Mps si avvicina, e il titolo corre in Borsa. Seduta positiva per Piazza Salimbeni, che archivia la giornata con un rialzo dello 0,72%, consolidando il recupero delle ultime sedute. Dopo il balzo superiore al 7% registrato ieri — in un contesto favorevole per Ftse Mib — il titolo conferma una fase di rinnovato interesse da parte del mercato. 

Secondo quanto riferito da fonti finanziarie ad Adnkronos, “il progresso settimanale si attesta attorno al 4%, segnale di un ritorno di attenzione degli investitori sul titolo”. Ma è sul fronte della governance che si gioca una partita sempre più complessa. 

Guadagna quota lo schieramento favorevole alla lista del consiglio di amministrazione, con Fabrizio Palermo indicato come candidato amministratore delegato: come anticipato nei giorni scorsi, partendo da una base del 20% è possibile arrivare fino al 35%. I primi fondi statunitensi – salvo il fondo pensione californiano Calstrs che però pesa lo 0,09%- hanno già preso posizione e sembrerebbero orientati a sostenere la lista del Cda. 

Prende sempre più quota l’ipotesi di un’astensione da parte di Delfin, primo azionista della banca, una mossa che potrebbe incidere in modo significativo sugli equilibri complessivi. Parallelamente, il gruppo Caltagirone — già secondo azionista — ha rafforzato la propria posizione salendo al 13,5% del capitale sociale. Ulteriori tasselli arrivano da altri investitori istituzionali. Secondo le informazioni raccolte da Adnkronos, Enasarco ed Enpam starebbero ancora valutando la propria posizione, ma sarebbero orientati verso un voto favorevole al Cda. Più articolata, sempre secondo quanto ricostruito dall’agenzia, la posizione di Banca Mediolanum. Fonti finanziarie riferiscono che le Sgr del gruppo parteciperanno all’assemblea votando “nell’esclusivo interesse dei sottoscrittori dei fondi e nel rispetto delle rispettive policy”. Le partecipazioni riconducibili alle Sgr risultano comunque contenute, inferiori all’1% e attorno allo 0,40-0,42%. 

Nessuna indicazione ufficiale dunque sull’orientamento di voto, nonostante le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi. Le stesse fonti sottolineano tuttavia come, in molte occasioni, le Sgr tendano a sostenere la lista di minoranza promossa da Assogestioni. Sempre secondo quanto apprende Adnkronos, una quota pari a circa lo 0,6% fa capo invece a Finprog, il family office della famiglia Doris, distinta dalle attività delle Sgr. Su questa partecipazione, detenuta a titolo privato, non emergono indicazioni ufficiali, anche se — secondo voci raccolte in ambienti finanziari — è probabile un sostegno alla lista del Cda. 

Ma i grandi osservati speciali restano Norges Bank Investment Management, BlackRock e Vanguard, che complessivamente rappresentano circa il 10% del capitale. Secondo quanto filtra, nessuno di questi soggetti avrebbe ancora formalizzato un orientamento di voto, ma tutti e tre – compreso Norges, in genere meno allineato – potrebbero tener conto non solo dell’indicazione dei proxy, a favore della lista del Cda, ma soprattutto della posizione di Luigi Lovaglio.  

Secondo fonti legali contattate da Adnkronos, il licenziamento per “giusta causa” dall’incarico di direttore generale di Lovaglio potrebbe comportare la perdita dei requisiti necessari per un nuovo ruolo come amministratore delegato. In particolare, l’accettazione della candidatura nella lista promossa da Plt Holding verrebbe interpretata — sempre secondo tali fonti — come una violazione degli obblighi di fedeltà nei confronti della banca, con possibili ricadute anche sul requisito dell’indipendenza di giudizio, elemento essenziale ai fini del mantenimento dei criteri di “fit & proper”. 

Le stesse fonti evidenziano inoltre che una impugnazione del licenziamento aggraverebbe ulteriormente la posizione: un contenzioso aperto con l’istituto renderebbe incompatibile la partecipazione al consiglio di amministrazione, escludendo di fatto non solo una possibile nomina ad amministratore delegato, ma anche un ruolo nel Cda. 

Di segno opposto la valutazione di Pierluigi Tortora, che — secondo quanto riportato — giudica la decisione del consiglio “infondata e abnorme”, ritenendola finalizzata a incidere sugli equilibri della lista concorrente e a comprometterne il profilo di continuità rappresentato proprio dalla candidatura di Lovaglio. A rendere il quadro ancora più delicato è il contesto normativo. Quella in arrivo sarà infatti la prima assemblea a svolgersi sotto la nuova Legge Capitali, e — secondo quanto riferiscono fonti ben informate ad Adnkronos — proprio nelle pieghe delle nuove procedure si anniderebbero potenziali margini di contenzioso. 

Non a caso, sempre secondo le stesse fonti, a Siena sarebbero pronte “schiere di avvocati”, determinate a seguire da vicino le operazioni di voto. L’attenzione si concentrerà sulla correttezza formale delle procedure e sulla validità delle schede, in uno scenario in cui non si esclude che ogni singolo voto possa essere scrutinato e, se necessario, contestato. (di Andrea Persili) 

 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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