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Lo psichiatra: “Tra voyeurismo ed esibizionismo, ecco cosa muove i nuovi siti sessisti”

(Adnkronos) – La vicenda dei forum sessisti (dal gruppo ‘Mia moglie’ alla piattaforma ‘Phica’) e delle foto di donne usate senza il loro consenso “mi ricorda il film di Tinto Brass ‘La chiave’. E’ l’Italia che guarda dal buco della serratura”, un fenomeno che “riguarda quello che è il mix di voyeurismo ed esibizionismo” evidente nei commenti di chi condivide quelle immagini rubate. “Il film è ambientato nel 1940. I tempi sono cambiati, le modalità sono profondamente cambiate nel decennio, ma guardare dal buco della serratura continua a rimanere una modalità, un aspetto negativo di un voyeurismo sociale. E’ una dimensione che nella sua versione più ‘innocente’ è il pettegolezzo cattivo”, e che oggi si amplifica “nella piazza virtuale dei social”. Siamo di fronte alla “sessualità di nuovo veicolata più dal guardare che dal fare. E ancora una volta si assiste a una violazione nei confronti delle donne. Ancora una volta c’è questo orrendo mito della donna da ammirare come un oggetto”. E’ la riflessione dello psichiatra Claudio Mencacci.
 Commentando all’Adnkronos Salute il caso dei siti da centinaia di utenti, in cui sono finite foto di attrici, giornaliste, leader politiche, influencer, ma anche donne le cui immagini sono state diffuse dagli stessi partner – immagini corredate da commenti pesanti a sfondo sessuale e dai toni violenti – l’esperto evidenzia come “siamo di fronte nuovamente alla grande fascinazione dello sguardo indiscreto, della trasgressione nascosta. Sono le dinamiche del voyeurismo: guardare di nascosto ciò che ufficialmente si condanna. La grande ipocrisia”. E il tutto è condito dalla “discriminazione di genere, da questo aspetto di mancanza di rispetto, di una percezione che trasforma le donne in un oggetto, in un possesso”.  I commenti sessisti, le parole irripetibili utilizzate, spiega il co-presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf) e direttore emerito di Psichiatria dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano, “fanno parte di un contesto in cui le persone si sentono autorizzate a mostrare la parte più gretta, ma soprattutto c’è la disistima. Quello che è venuto fuori, e che giustamente indigna, è proprio il tema della disistima, il sentire che sotto sotto non c’è stata l’emancipazione. C’è una parte” di Paese “che è rimasta indietro e che è ancora lì, pronta a colpire la dignità delle donne senza tenere conto del danno che viene fatto all’autostima delle persone coinvolte”.  Il caso, che sta facendo discutere e ha sollevato un’ondata di denunce, ha costretto la società a scontrarsi con una dura realtà, continua lo psichiatra: “Ci siamo ritrovati ad essere un Paese che si pensava emancipato e che invece non lo era affatto”, almeno in alcune sue parti, incalza Mencacci. “Qui siamo di fronte all’aspetto del voyeurismo portato proprio in piazza. E c’è anche una quota di esibizionismo che si mette sempre di mezzo: mostrare la moglie bella come si mostra una bella macchina. Come a dire: io ho la Ferrari, con un’impostazione che ha anche una sfumatura classista”.  “Scopriamo insomma dei comportamenti che pensavamo in qualche modo superati, ma che sono ancora saldamente presenti. E questo – conclude – offende in prima persona le donne, ma non solo. Dobbiamo sentirci indignati e offesi tutti. Perché è un aspetto proprio miserevole”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

© Riproduzione riservata

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