Accordo tra ESA e Vast per il futuro delle stazioni spaziali commerciali

(Adnkronos) – In occasione del settantasettesimo Congresso Astronautico Internazionale ad Antalya, l’Agenzia Spaziale Europea e la società Vast hanno siglato un Memorandum d’intesa triennale per definire un quadro di collaborazione strategica in vista del prossimo ritiro operativo della Stazione Spaziale Internazionale. La dismissione della Stazione Spaziale Internazionale è stata pianificata ufficialmente dalla NASA e dai partner internazionali per la fine del 2030, con le ultime operazioni di rientro previste nei primi mesi del 2031. Dopo tre decenni di attività in orbita, a partire dal 2030 la struttura da oltre 400 tonnellate smetterà di ricevere spinte di posizionamento e l’attrito residuo dell’atmosfera terrestre ne farà decadere gradualmente l’altitudine.  

Per scongiurare i rischi di un rientro incontrollato, la NASA ha commissionato a SpaceX la realizzazione dell’U.S. Deorbit Vehicle, una navetta speciale progettata per agganciarsi alla stazione e imprimere la spinta decisiva verso una traiettoria di rientro ben precisa. Durante la discesa ad altissima velocità, la quasi totalità della struttura si disintegrerà a causa dell’estremo calore generato dall’attrito atmosferico, mentre i frammenti più densi e resistenti affonderanno nel cosiddetto Punto Nemo, una regione remota e disabitata dell’Oceano Pacifico meridionale nota come il cimitero dei veicoli spaziali. Tuttavia, l’uscita di scena dell’avamposto non segnerà la fine della presenza umana in orbita bassa terrestre, ma darà avvio a una transizione verso una gestione prevalentemente commerciale e privata. 

L’accordo sostituisce la precedente intesa del giugno 2024 e avvia uno studio di fattibilità congiunto per individuare le opportunità scientifiche e tecnologiche europee a bordo dell’infrastruttura Haven Station. La pianificazione operativa a breve termine prevede missioni con equipaggio, tra cui il volo Vast-PAM-1 verso la stazione orbitale con gli astronauti Thomas Pesquet, Aleš Svoboda e Adrianos Golemis, e la successiva missione su Haven-1 che vedrà impegnato Arnaud Prost.  

Nel lungo periodo le parti valuteranno il possibile impiego di servizi di lancio e sistemi di trasporto europei per i futuri moduli commercializzati. Il progetto Haven si sviluppa a partire dai dati rilevati dal modulo di prova Haven Demo, che ha completato i suoi quarantanove obiettivi prima del rientro controllato avvenuto il 4 febbraio 2026, in vista del lancio di Haven-1 programmato per il 2027.  

Riguardo alle prospettive dell’accordo, l’amministratore delegato di Vast Max Haot ha dichiarato: “ESA e Vast stanno già collaborando su missioni per quattro membri dell’equipaggio, tra le missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale e su Haven-1, pianificate per il 2027, inclusa la prima missione con equipaggio su Haven-1. Questo Memorandum d’intesa guarda oltre quelle missioni, verso l’era successiva alla Stazione Spaziale Internazionale. Stiamo progettando Haven Station per garantire che l’ESA, i suoi astronauti e i suoi scienziati mantengano un accesso continuo all’orbita bassa terrestre, portando avanti la forte collaborazione internazionale che ha caratterizzato la Stazione Spaziale Internazionale”.  

Il Direttore Generale dell’ESA Josef Aschbacher ha sottolineato: “La Stazione Spaziale Internazionale è stata uno dei più grandi esempi di cooperazione internazionale nello spazio. Mentre l’Europa prepara la sua futura strategia di esplorazione spaziale, stiamo valutando una serie di opzioni per mantenere la nostra presenza nell’orbita bassa terrestre. Questa cooperazione con Vast è un passo importante per aiutarci a definire le opportunità future per gli astronauti, la ricerca e la tecnologia europee”. Contestualmente, il Direttore dell’Esplorazione Umana e Robotica dell’ESA Daniel Neuenschwander ha precisato: “Per garantire il futuro dell’Europa nell’orbita bassa terrestre, dobbiamo anticipare e garantire la nostra prontezza una volta che la grande cooperazione sulla Stazione Spaziale Internazionale giungerà al termine. A questo proposito, stiamo esaminando varie opzioni per garantire la nostra futura capacità collettiva di realizzare dimostrazioni scientifiche e tecnologiche in un ambiente di microgravità. Questo sforzo giocherà anche un ruolo chiave nel creare nuove opportunità di volo per il nostro corpo astronauti”. 

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