(Adnkronos) – Centomila persone basteranno per costruire l’alternativa di governo? Giuseppe Conte ne è convinto. “Credo che oggi noi stiamo piantando un pilastro molto solido” per sfidare il centrodestra, dice da piazza Vittorio, prima che inizi il corteo organizzato dal suo Movimento 5 Stelle contro il piano di riarmo europeo e l’esecutivo di Giorgia Meloni. Dal palco, a via dei Fori imperiali, dopo aver visto sfilare per le vie della Capitale un’onda di gente, non ne è solo convinto, ne è certo. “Oggi si rompe quella farlocca luna di miele che Meloni ha costruito con una parte degli italiani con le menzogne e con le bugie – arringa la folla l’avvocato del popolo, che lo accoglie con un boato di applausi -. Oggi costruiamo il primo pilastro dell’alternativa a questo vergognoso governo, così vergognoso che ha talmente paura della democrazia che sta costruendo norma dopo norma una serie di misure per reprimere il dissenso politico, la resistenza passiva e per impedirci di venire in piazza”. Non abbastanza, però. Perché la manifestazione di oggi, quel 5 aprile in cui si celebra la giornata della coscienza, è un successo che gli stessi pentastellati definiscono “oltre ogni aspettativa”. Alla vigilia erano attese 20mila persone, ne sono arrivate, dicono sempre dal quartiere generale del movimento, cinque volte di più, e oltre 20mila hanno seguito i tanti interventi con vista Colosseo in streaming. Associazioni, sigle, pacifisti, simpatizzanti dell’M5s, che cantano cori contro Meloni certamente, ma anche contro la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, contro il titolare della Difesa, Guido Crosetto, e persino contro Carlo Calenda. Al segretario di Azione non viene perdonata l’uscita poco felice di una settimana fa dal pulpito del suo Congresso in cui aveva detto di voler cancellare il Movimento 5 stelle: “Cancellate questa piazza”, è lo slogan che ripetono dal corteo, e che fa suo anche Paola Taverna, la vicepresidente pentastellata e moderatrice degli interventi dal palco. Tra le bandiere del movimento, quelle della pace e dell’Europa, quelle della Palestina, tra i cartelloni e gli striscioni, c’è anche chi non condivide in toto le idee che portano avanti da Campo Marzio, ma pure a loro il presidente Conte rivolge un sentito grazie: “Vi rispettiamo”. Si rispetta la delegazione del Partito democratico, dunque, in cui spicca l’assenza della segretaria, Elly Schlein – dal palco, nonostante il richiamo sia di Barbara Spinelli, sia di Marco Travaglio, certamente più duro di quello dell’ex europarlamentare e figlia di Altiero, arrivano pochissimi fischi contro i dem, che sì, ci sono stati. D’altronde il messaggio di pace, in una piazza di pace, lo porta in primis Francesco Boccia, capogruppo Dem al Senato: “Alcune cose ci dividono dall’M5S, ma altre ci uniscono – afferma -. Con i Cinquestelle siamo alleati in tante amministrazioni, e quando un alleato va in piazza noi ci siamo al netto delle differenze, per dare attenzione e ascolto. E siamo qui oggi” perché “insieme a tutte le opposizioni vogliamo mandare a casa il governo di Meloni e Salvini”. Un’ovvietà per Sandro Ruotolo, che quasi si inalbera con i giornalisti che gli chiedono se è possibile un’intesa tra di loro: “Ma veramente mi fa questa domanda? Ma vogliamo stare qui altri cento anni con la presidente Meloni? Io no”, risponde davanti ad Agostino Santillo, deputato pentastellato, che si accoda all’europarlamentare del Pd. Un’intesa che è possibile anche e soprattutto con Avs, tanto che i due leader, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, prendono la parola pure davanti alla folla. “E’ un passaggio obbligato quello di esserci perché penso e pensiamo l’abbiamo detto tante volte io e Fratoianni che il nucleo centrale del Partito democratico, Avs e Movimento 5 stelle è quel nucleo su cui si può allargare l’alleanza e vincere le prossime elezioni”, dice il co-portavoce di Europa verde. Un’intesa possibile, ancora, nonostante le rimostranze di Pina Picierno. In piazza non c’è, ma è dai social che fa sentire tutto il suo disappunto la vicepresidente del Parlamento europeo in quota Partito democratico. “Ogni riferimento alla piazza di oggi è assolutamente voluto. Sul manifesto della mobilitazione c’è scritto, riferito ai leader europei, ‘Fermiamoli’. Peccato non aver mai visto un loro manifesto simile in tre anni contro Putin, Khamenei o contro i tanti autocrati e dittatori che minacciano le nostre democrazia liberali. Ci tocca il compito di essere un po’ degli scassinatori della storia, come lo è stato Altiero Spinelli”, scrive a conclusione di un lungo post. E forse è anche a lei che si riferisce Conte congedandosi dalla piazza: “Ribadisco l’orgoglio e la compattezza della mia comunità politica. Questa è la nostra forza. Viva l’Italia, viva l’Europa, no al riarmo”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Corteo M5S contro il riarmo, Conte ‘invade’ la piazza: “Costruiamo l’alternativa”
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