(Adnkronos) – “Il costo dell’Iban discrimination? Elevatissimo, parliamo sicuramente di svariati miliardi”. Lo dichiara Alberto Dalmasso, founder e ceo di Satispay, a margine dell’incontro alla Camera dei deputati ‘Stop alla discriminazione dell’Iban: un diritto europeo da far rispettare’. “È un tema di costo del fare impresa, di mancata competitività in generale e di mancata opportunità di creare grandi campioni europei – spiega Dalmasso – poiché non possiamo con semplicità e con un’unica licenza offrire servizi finanziari in tutto il mercato europeo. Il mercato rimane comunque frammentato e richiede forti investimenti per servire anche solo, con una cosa banale come dare il codice nazionale sull’Iban, tutti i cittadini europei, cosa che non avviene in grandi mercati come quello statunitense o quello cinese”.
“L’Europa può fare di più – dice – Casi come Satispay sono esempi di quanto una norma europea come la Payment Service Directive possa fare per far nascere campioni europei. Serve però una maggiore collaborazione e coordinamento anche con le autorità locali in modo che si possa fare sempre più moral suasion, cosa che si fa già a livello nazionale, ma anche applicare sanzioni laddove continuano questi atteggiamenti, che non fanno altro che penalizzare i cittadini, le piccole imprese e chi, sulla base di servizi finanziari, vuole costruire grandi imprese”.
“Questa problematica va a impattare sull’azione delle società economiche che lavorano sul mercato italiano”. “È un limite non solo per i cittadini, che si ritrovano a convivere con questa problematica, ma anche per le nuove imprese – spiega Dalmasso – Vogliamo che si vada a cercare la parità di pagamento, anche per limitare l’uso del contante”.
“Il cittadino che si sposta perché studia o lavora non può inciampare in un problema come l’Iban discrimination – aggiunge – Il mercato unico va protetto, serve un coordinamento trasversale, fa riflettere che aumentino il costo del denaro e gli investimenti necessari, in un continente che ha estrema necessità di stabilire percorsi finanziari comuni – aggiunge -. Le autorità stanno facendo un grande lavoro. Bisogna far sì che gli studenti che hanno fatto una scelta libera, ad esempio dopo l’Erasmus, non vengano discriminati per questo”.
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