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Travaglio assolto in Appello a processo per diffamazione

(Adnkronos) – Assolto in Appello Marco Travaglio dall’accusa di aver diffamato tre giudici siciliani per un articolo pubblicato nell’ottobre del 2013 a commento delle motivazioni della sentenza emessa dal Tribunale di Palermo con cui erano stati assolti il generale Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu dall’accusa di avere favorito la latitanza del boss mafioso Bernardo Provenzano. Chiudendo l’articolo, in cui sosteneva tra l’altro “i nostri eroi hanno scritto 1322 pagine, ma nelle prime 845 non parlano del reato contestato ai loro imputati, cioè la mancata cattura di Provenzano”, Travaglio aveva scritto “Ah dimenticavo: gli asini volano”. 

In primo grado nel 2018 il giornalista, insieme all’allora direttore Antonio Padellaro, era stato condannato dal giudice monocratico anche a 150mila euro di danno in favore delle parti civili. A sollecitare l’assoluzione per Travaglio, che ha rinunciato alla prescrizione, è stata la procura generale che nella requisitoria di questa mattina ha sottolineato come il contenuto dell’articolo rientri nel diritto di critica. “Travaglio è un giornalista pungente, che usa un linguaggio tra l’ironico e il sarcastico. Quello che ha scritto Travaglio allora rispetto a quello che stiamo leggendo negli ultimi anni, per non dire negli ultimi giorni, anche da parte di rappresentanti delle istituzioni sembra un commento uscito dalle orsoline – ha sottolineato la rappresentante della procura generale di Roma – E la condanna di Travaglio -ha proseguito sollecitando l’assoluzione – non risponde a quelle che sono le risultanze processuali”. Richiesta accolta dai giudici della Terza Sezione della Corte di Appello di Roma che ribaltando la sentenza di primo grado hanno assolto Travaglio con la formula perché il fatto non costituisce reato e Padellaro perché il fatto non sussiste.  

“La rinuncia alla prescrizione di Marco Travaglio ha fatto la differenza – ha evidenziato dopo la sentenza l’avvocato Caterina Malavenda, che difende Travaglio e Padellaro insieme al collega Mario Geraci – perché ovviamente il Collegio è dovuto entrare nel merito e invece la prescrizione l’avrebbe bloccato in partenza. E il merito è stato tale per cui hanno assolto applicando il diritto di critica, sotto il profilo satirico”.  

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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