18.1 C
Grosseto
domenica 4 Ottobre 2026
Segnala a Zazoom - Blog Directory
spot_img

Ucraina, nei negoziati Usa-Russia spunta il maxi affare Lukoil. Ma Zelensky ora mira alle raffinerie di Mosca

(Adnkronos) – I negoziati tra Washington e Mosca per chiudere la guerra in Ucraina si intrecciano con una possibile maxi operazione sul petrolio della Russia proposta da Vladimir Putin agli inviati di Donald Trump. A rivelarlo è il New York Times, che spiega come sul tavolo ci sarebbe la vendita degli asset internazionali del colosso petrolifero Lukoil, un portafoglio da circa 20 miliardi di dollari che comprende giacimenti, raffinerie e stazioni di servizio in diversi Paesi.  

Il possibile affare, almeno al momento, si scontra però con ‘l’ostacolo’ rappresentato da Volodymyr Zelensky: agli ultimi attacchi contro le infrastrutture energetiche di Kiev, il presidente ucraino ha infatti promesso di rispondere colpendo duramente le raffinerie russe. E questo nonostante i ripetuti ‘inviti’ di Trump a non attaccare i siti petroliferi di Mosca per evitare di provocare una carenza di diesel su scala globale. 

 

A guidare il gruppo di potenziali acquirenti degli asset Lukoil, spiega il Nyt, sarebbe l’investitore americano Todd Boehly, sostenitore di Donald Trump che ha donato 2 milioni di dollari a iniziative politiche legate al presidente. Nel consorzio figurano anche investitori mediorientali con rapporti d’affari con Jared Kushner e Steve Witkoff, i due emissari di Trump impegnati nei negoziati con il Cremlino, oltre a un’agenzia del governo Usa. 

È stato lo stesso Putin, secondo il New York Times, a mettere l’affare sul tavolo durante l’incontro del 5 settembre al Cremlino con Steve Witkoff e Jared Kushner, emissari della Casa Bianca. Per Mosca, l’operazione potrebbe diventare un segnale concreto della ripresa dei rapporti economici con gli Stati Uniti. Non risultano interessi finanziari diretti di Kushner o Witkoff nell’affare. Ma la sovrapposizione tra i loro incarichi diplomatici, i rapporti personali e gli interessi economici dei potenziali acquirenti apre interrogativi sui possibili conflitti di interesse. 

La vendita degli asset internazionali di Lukoil è diventata possibile dopo le sanzioni americane contro la compagnia, che hanno imposto la cessione del suo portafoglio estero. Il prezzo dell’operazione non è ancora noto e l’accordo deve ottenere il via libera del governo Usa e del Cremlino. 

Tra i potenziali investitori ci sono i fratelli Moutaz e Ramez Al-Khayyat, che collaborano con Kushner e Ivanka Trump a un progetto immobiliare di lusso in Albania. Nel gruppo figura inoltre un fondo di Abu Dhabi controllato dallo sceicco Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, legato a World Liberty Financial, la società di criptovalute della famiglia Trump alla quale è associato anche Witkoff. 

La decisione finale passa dal Tesoro americano, che deve autorizzare l’operazione nell’ambito delle sanzioni contro Lukoil, mentre in Russia il via libera dipende di fatto da Putin. 

 

Nel mezzo della potenziale, ricca trattativa, ecco però spuntare l’ostacolo Zelensky. “Prima di tutto, le raffinerie di petrolio”, ha infatti indicato il leader ucraino tra i possibili obiettivi delle ritorsioni agli attacchi di Mosca contro le infrastrutture energetiche di Kiev.  

“Dobbiamo rispondere in qualche modo ai loro attacchi contro la nostra energia. Dobbiamo rispondere sulla loro energia: prima di tutto, le raffinerie di petrolio e tutto ciò che porta loro denaro per questa guerra”, le parole di Zelensky a Reuters. 

Il presidente ucraino ha però escluso attacchi contro obiettivi civili: “Non risponderemo, ovviamente, come fanno loro, contro obiettivi civili. Non possiamo farlo, perché siamo un altro popolo”. 

Secondo Zelensky, inoltre, Putin “ha iniziato a pensare che sia lui a poter decidere” come fermare la guerra in Ucraina e userà ogni apertura negoziale per imporre nuove condizioni. Il presidente ucraino ha quindi invitato gli Stati Uniti a non perdere tempo nella ricerca di compromessi con Mosca. 

“Credo che gli Stati Uniti vogliano davvero fermare la guerra della Russia. Mi fido di loro”, ha detto Zelensky, riconoscendo che “è difficile fermare qualcuno che è grande e non vuole fermarsi”. Ma, ha aggiunto, “stiamo perdendo tempo se vogliamo giocare con i compromessi russi”. 

Per Zelensky, ogni cambiamento politico offre a Putin l’occasione per rilanciare le sue richieste: “Se Putin vede che si può sostenere qualcosa, cercherà di proporre un’altra idea, altre questioni e nuove condizioni”. “Nuovo governo, nuove condizioni. Cambiano i leader in Europa? Nuove condizioni. Cambia la politica degli Stati Uniti? (…) Nuove condizioni”, ha osservato. 

Il presidente ucraino ha poi citato i negoziati con l’Iran e la necessità per Donald Trump di ottenere una “sorta di vittoria” prima delle elezioni di metà mandato. “Se Putin vede che il presidente Trump ha bisogno di una sorta di vittoria, deciderà lui cosa dare e cosa non dare”, ha affermato. 

“Questo è il problema: Putin ha iniziato a pensare che sia lui a poter decidere – ha concluso Zelensky – Ma l’America è cento volte più forte della Russia. Assolutamente. Devono solo ricordarselo”. 

 

—

internazionale/esteri

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Grosseto
cielo sereno
18.1 ° C
18.1 °
18.1 °
76 %
0.6kmh
0 %
Dom
27 °
Lun
27 °
Mar
18 °
Mer
24 °
Gio
18 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS