GROSSETO – Un clima continuo di terrore, fatto di minacce, percosse e vessazioni fisiche e psicologiche che andava avanti dal 2025.
Per questo motivo i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della procura di Grosseto hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino moldavo di 26 anni, residente nel capoluogo maremmano, ritenuto gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti in famiglia aggravati, lesioni personali e rapina ai danni della convivente e connazionale di 37 anni.
Le indagini, coordinate dalla procura grossetana, hanno ricostruito un quadro drammatico scaturito dalla forte gelosia dell’uomo e dal frequente abuso di alcolici. Nel corso dei mesi la vittima è stata ripetutamente aggredita – in un caso trascinata per i capelli contro dei cassonetti e in un altro colpita con un pugno al volto – e privata più volte del telefono cellulare e delle chiavi di casa per impedirle di dare l’allarme o scappare. Le violenze si sono consumate sistematicamente davanti alle figlie minori della donna: a fine luglio 2026 l’indagato ha aggredito la compagna che voleva fare le valigie per tornare in patria, colpendo con un pugno alla schiena anche la figlia quattordicenne intervenuta per proteggere la madre.
L’ascolto delle intercettazioni ambientali e telefoniche ha confermato il profondo stato di soggezione e timore della 37enne, che inizialmente aveva provato a ritrattare le accuse nel timore di ritorsioni o di perdere la custodia delle figlie. L’uomo si era persino spinto a condizionare le dichiarazioni della vittima e a rivolgere minacce ed insulti agli operatori e al personale scolastico dopo l’ascolto in forma protetta della minore.
L’ultimo episodio si è verificato nella notte tra il 6 e il 7 settembre quando, al culmine dell’ennesima aggressione, il ventiseienne ha colpito la donna alla testa – con diagnosi poi refertata al pronto soccorso in 10 giorni di prognosi – per poi sottrarle con la forza portafoglio, carte di credito, contanti, cellulare e documenti personali, barricandosi in camera.
L’intervento dei carabinieri e del 118 all’alba del 7 settembre ha permesso di trarre in salvo la donna e le bambine e di recuperare l’intera refurtiva. Valutato il concreto pericolo di reiterazione del reato, l’inquinamento delle prove e la spiccata pericolosità sociale del 26enne, il gip del Tribunale di Grosseto ha disposto il trasferimento in carcere.
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