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FdI contro Manetti in Consiglio regionale Toscana, Giani: “Attacco mirato e personale”. La Porta: “Vittimismo”

Cristina Manetti al centro di una raffica di interrogazioni di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Toscana.

Assessora regionale Manetti, nella scorsa legislatura capa di gabinetto del presidente Regione Toscana Giani, nel Giani bis, campo largo centrosinistra, con deleghe a diritto della felicità, cultura, rapporti con la delegazione toscana Ue.

Già al centro lo scorso novembre di un’interrogazione al ministero Interno della allora deputata Chiara La Porta, pratese come Manetti.

Manetti, lista Giani Casa Riformista, in Consiglio regionale protagonista di interrogazione FdI firmata da Alessandro Tomasi, candidato presidente centrodestra e portavoce opposizione, dalla capogruppo Chiara La Porta e dal consigliere Matteo Zoppini.

Eugenio Giani, Pd: “Ha ragione l’assessora Manetti quando dice che la percezione che abbiamo è proprio di un attacco mirato e personale. Il pacchetto di interrogazioni che avete presentato non è qualcosa per conoscere, è qualcosa per colpire una persona. E questo concetto di ossessione da interrogazione è il modo peggiore per dare ai cittadini l’immagine di un profilo istituzionale”.

Chiara La Porta in aula: ““Lei presidente è lodevole nel suo tentativo di difendere l’indifendibile. Difendere l’indifendibile a nostro avviso non le fa onore e non fa onore all’istituzione che lei rappresenta”.

Poi la presidente consiliare FdI via social: “Trasparenza e opportunità. Siamo rimasti stupefatti, invece, e stupiti negativamente delle risposte che ci ha fornito l’assessore e, soprattutto, il presidente Giani. Nessuna risposta nel merito, solo vittimismo. Il tema però è politico e ci amareggia che il governatore debba difendere in un’aula consiliare imbarazzata l’indifendibile operato, oggettivamente inopportuno, di un membro della Giunta. Una difesa che indigna e mortifica i cittadini toscani e che dovrebbe imporre una riflessione non certo a me o a Fratelli d’Italia, ma proprio a Giani e a Manetti. Noi, di certo, continueremo a cercare di assicurare quello che è dovuto ai cittadini e che ribadiamo: trasparenza e correttezza”.

Al centro delle interrogazioni FdI che hanno visto protagonista Cristina Manetti, “In merito al concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di n. 1 posto a tempo pieno ed indeterminato di dirigente giornalista da assegnare all’Ufficio Stampa dell’Azienda
Ospedaliero-Universitaria Meyer IRCCS, a firma Tomasi che ha puntato il dito “Quando l’assessora al diritto alla felicità e alla cultura era capo di gabinetto della Regione Toscana, un anno fa, ha partecipato al concorso per capo ufficio stampa del Meyer, oggi annullato in autotutela. Poi Tomasi: “A me non sembra una pagina di grande amministrazione per l’opportunità politica. Perché noi la giudichiamo per l’opportunità politica. Soprattutto quando è una figura vicino al presidente. Molto vicina al presidente”.

Poi, a firma La Porta e Zoppini interrogazione relativa a “Chiarimenti sulla compatibilità istituzionale tra il ruolo dell’assessore regionale alla cultura e la realizzazione di un‘opera artistica che la ritrae in un contesto finanziato dalla Regione Toscana“.

Interrogazione “In merito alla programmazione della rappresentazione teatrale del libro dell’assessore Manetti all’interno del calendario stagionale del Teatro Politeama di Prato”.

E interrogazione “In merito alla presentazione del libro dell’assessore Manetti del 24 febbraio a Bruxelles in concomitanza con un viaggio istituzionale finanziato dalla Regione Toscana”.

Eugenio Giani, in merito alla presentazione del libro a Bruxelles “ha prima di tutto voluto sottolineare come la presentazione del libro, rivolta alla comunità italiana a Bruxelles non si sia sovrapposta in alcun modo al lavoro programmato durante i due giorni della missione”.

Giani “ha ricordato gli incontri con i rappresentanti delle Università toscane, con il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto e con il ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti e la partecipazione alla seduta solenne del Parlamento europeo per ricordare l’inizio della guerra in Ucraina“.

“Al centro del dibattito prima di tutto il futuro delle politiche di coesione dell’Unione Europea con fondi che rischiano di ridursi sensibilmente per la Toscana”.

“Per lo svolgimento della missione abbiamo seguito la procedura ordinaria, scelto un albergo modesto e viaggiato su voli di linea. Io non ritengo di carattere esclusivamente personale e privato la presentazione del libro di Cristina Manetti, perché per i contenuti, a partire dalla parità di genere, devo dire che il libro è una forma non convenzionale di rapporto e di relazione e di attenzione verso la comunità toscana che vive a Bruxelles e di questo ho avuto testimonianza diretta. Ha ragione l’assessora Manetti quando dice che la percezione che abbiamo è proprio di un attacco mirato e personale. Il pacchetto di interrogazioni che avete presentato non è qualcosa per conoscere, è qualcosa per colpire una persona. E questo concetto di ossessione da interrogazione è il modo peggiore per dare ai cittadini l’immagine di un profilo istituzionale.

Tra di noi ci deve essere rispetto. Le differenze e le idee. Ma il rispetto, non la ricerca spasmodica di infangare o di denigrare la reputazione degli altri”.

Chiara La Porta: “Noi parliamo di opportunità e di inopportunità politica. Secondo lei è stato opportuno presentare il libro dell’assessore Manetti a margine di una missione istituzionale? Secondo noi no. Lei ci è venuto a dire, e a mettere nero su bianco in quest’Aula, che lo è. Secondo noi no. Perché quella visita istituzionale è stata pagata dai cittadini. Io provo imbarazzo per la stima che ho per lei per la difesa dell’indifendibile che mi fa e non è una questione che è comunque importante e legittima di cifre, di taxi, di rimborsi e di scontrini. È una questione di opportunità politica. Si rende conto che lei ci viene a dire che l’unico modo per esportare un modus operandi e una descrizione di pari opportunità è il libro del suo assessore, già suo capo di gabinetto. Io credo che lei dovrebbe riflettere in merito a questa questione. Perché, al di là della stima nei suoi confronti, non fa fare una bella figura all’istituzione che ricopre oltre a non farla lei”.

CINZIA GORLA

© Riproduzione riservata

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