FIRENZE – La vicepresidente Mia Diop ha partecipato questa mattina a Firenze assieme a Don Luigi Ciotti e alla presidente del consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze Daniela Mori al primo appuntamento del ciclo di iniziative promosso dalla cooperativa di consumatori toscana nella propria rete di punti vendita a sostegno di Diamo linfa al bene, la campagna di Libera che chiede di destinare il 2 per cento del Fondo Unico Giustizia alla rinascita dei beni confiscati alle mafie.
L’iniziativa di Unicoop, che ha preso il via stamani dal Coop.Fi di Novoli, è stata lanciata in prossimità della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie e a trent’anni dalla Legge 109/96 sul riuso sociale dei beni confiscati alle mafie. Prevede un calendario di altri 4 incontri e, fino al 25 marzo, una promozione in oltre 20 punti vendita della rete Unicoop Firenze di un pacchetto di prodotti Libera Terra con uno sconto del 25 per cento.
“Trent’anni fa una legge storica ha contribuito a trasformare il modo in cui l’Italia lotta contro le mafie: restituire alla collettività ciò che le mafie le avevano sottratto. Un principio semplice e rivoluzionario, che oggi conta oltre 1.200 esperienze di riuso sociale in tutto il paese”, ha dichiarato Diop.
“Ma proprio come tre decenni fa centinaia di migliaia di cittadine e cittadini chiesero con la loro firma quella legge così innovativa – ha proseguito – adesso occorre una nuova mobilitazione popolare e diffusa per sostenere con il 2% del Fondo unico Ggustizia chi, ogni giorno, trasforma i beni confiscati in presidi di legalità, lavoro e futuro. Per questo siamo qui oggi, accanto a Libera e a Unicoop Firenze, che ringraziamo per aver aperto le porte dei propri spazi a questa iniziativa e per aver scelto di mettere la propria rete al servizio di una causa così importante”.
“Ogni bene restituito alla comunità è una sconfitta per le mafie e una vittoria per le cittadine e i cittadini”, ha concluso la vicepresidente che in queste settimane sta visitando numerosi beni confiscati in Toscana oggetto di riqualificazione per ribadire l’impegno concreto della Regione verso il recupero e la valorizzazione.
“A trent’anni dalla legge sulla destinazione dei beni confiscati alle mafie – ha affermato don Luigi Ciotti, fondatore di Libera – rilanciamo la nostra richiesta: per resistere alle mafie ci vuole tanto coraggio e l’aiuto economico che potrebbe arrivare proprio dal 2% del Fug. Sarebbe un segnale forte di fiducia e un sostegno concreto ai percorsi di riuso, che si sono dimostrati capaci di offrire ai territori opportunità di sviluppo e inclusione. Ogni anno circa 5 milioni di euro potrebbero tornare alla collettività per la via più diretta, cioè sotto forma di spazi resi disponibili per attività di interesse pubblico, servizi ai più deboli, nuovi posti di lavoro. Ringrazio Unicoop Firenze per il sostegno e il contributo all’iniziativa di raccolta firme”.
“Da sempre siamo con Libera e con tutte le cooperative che, come la Valle del Marro e Beppe Montana, lavorano e lottano ogni giorno contro le mafie e per la legalità – ha spiegato Daniela Mori – Il presente ci chiede di avere coraggio e far sentire la nostra voce: per questo, a pochi giorni dalla Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, abbiamo accolto nei nostri Coop.fi l’iniziativa di raccolta firme e chiamiamo tutti i nostri soci e clienti a firmare per dare un domani migliore e nuove opportunità di rinascita ai territori feriti dalle mafie. L’impegno contro le mafie significa costruzione di speranza, per chi combatte ogni giorno questa battaglia e per tutta la collettività”.
È possibile firmare la petizione Diamo linfa al bene anche sul sito http://www.libera.it.
La legge 108/96
Il 7 marzo 2026 sono ricorsi i trent’anni della Legge 109/96 con la quale l’Italia ha scelto di restituire alla collettività ciò che le mafie le avevano sottratto. Una conquista fondamentale che ha trasformato i beni confiscati alle mafie in spazi restituiti alla comunità.
Oggi oltre 1200 esperienze di riuso sociale raccontano un Paese che ha saputo reagire, trasformando luoghi criminali in presidi di democrazia e inclusione. Il denaro sequestrato e confiscato costituisce il Fug.
In occasione dei 30 anni dalla legge, Libera ha animato piazze e strade di tutta Italia con la campagna Diamo linfa al bene, un’occasione per celebrare le storie di rinascita e rilanciare una richiesta concreta, perché il 2% del Fug sia stabilmente reinvestito per cambiare volto ai patrimoni illeciti e per rigenerare i territori feriti dalla presenza mafiosa. Basterebbe il 2% del Fug per far sì che il denaro sottratto alle mafie torni a far crescere il bene comune.
Il Fug
Il Fug (Fondo unico della giustizia) è stato istituito nel 2008 per gestire denaro, titoli, azioni, polizze, sequestrati nella lotta alle mafie. A settembre 2025 il Fug ammontava a 4 miliardi e quasi 800 milioni di euro – dal 2009 sono stati versati allo Stato oltre 3 miliardi di euro ripartiti fra Ministero dell’Interno, Ministero della Giustizia ed entrate del bilancio dello Stato. Se anche una piccola parte, il 2% appunto, venisse destinata a chi è attivo sul territorio, sarebbe comunque un contributo tangibile. Libera il 21 marzo festeggia 31 anni di attività, nel 1995 le firme raccolte a sostegno della legge per il riuso sociale dei beni confiscati alle mafie furono oltre 1 milione. Oggi più che mai c’è bisogno di impegno e attenzione.
Resistenza quotidiana
Tante le storie di lotta alle mafie e resistenza, come quelle di Domenico Fazzari e Alfio Curcio, che portano avanti le due cooperative Valle del Marro e Beppe Montana. Lo scorso luglio le fiamme, dolose, hanno distrutto venti ettari coltivati a grano biologico dalla Beppe Montana a Lentini, in provincia di Siracusa. Poco giorni dopo sono stati danneggiati i macchinari agricoli. Anche per la Valle del Marro, che opera su oltre cento ettari di terreni confiscati ai principali clan della ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, il 2025 è stato un annus horribilis per la sistematica puntualità con cui si sono ripetuti gli attentati.
L’ultimo il 12 dicembre, quando sono stati rubati 100 quintali di arance Tarocco per un valore di circa 25mila euro. Questa serie di furti, come tutti i danneggiamenti passati, punta a scoraggiare l’iniziativa imprenditoriale proprio sui beni confiscati, per far credere che il loro uso sia destinato ad essere fallimentare. Nonostante gli attacchi ripetuti e i danni, le cooperative portano avanti la loro attività e la loro battaglia. Tuttavia, è altrettanto vero che, con questo ritmo di azioni criminali, diventa ogni giorno più difficile risollevarsi economicamente. Il 2% del Fug servirebbe anche in casi simili, per aiutare chi deve ricominciare ogni volta da capo.
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