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Una lista ‘nera’ con nomi, indirizzi e telefoni addosso al killer delle prostitute al momento della tentata evasione

PISTOIA – Colpo di scena nell’aula bunker di Firenze, dove il processo a carico di Vasile Frumuzache si è trasformato stamani (5 febbraio) nel palcoscenico di una rivelazione inquietante. L’ex vigilante di 33 anni, accusato dei brutali omicidi delle escort Ana Maria Andrei e Maria Denisa Paun, ha tentato la fuga dal carcere di Sollicciano con un piano degno di una sceneggiatura, sventato solo all’ultimo momento da un agente penitenziario. Addosso all’uomo è stata ritrovata una lista ‘nera’ con nomi, indirizzi e numeri di telefono, un appunto ora al centro di un nuovo filone d’indagine: gli inquirenti sospettano infatti che il vigilante non abbia agito da solo e che possa aver contato su una rete di complici, non solo per la pianificata evasione, ma forse anche per la commissione dei femminicidi che hanno insanguinato Prato e Montecatini tra il 2024 e il 2025.

L’accuratezza della tentata fuga, ricostruita dal procuratore di Prato Luca Tescaroli e dal pm Leonardo De Gaudio,lascia attoniti. Frumuzache era riuscito a fabbricare una scala rudimentale intrecciando lenzuola e assemblando manici di scopa con pezzi di ferro divelti dalle suppellettili della cella, completando l’opera con un robusto arpione metallico per artigliare il muro di cinta. Una determinazione che emerge anche dall’analisi dei suoi dispositivi informatici: secondo l’accusa, nel maggio 2025, Frumuzache avrebbe contattato un’altra giovane donna, scambiando foto e messaggi con modalità che fanno temere agli investigatori la pianificazione di un terzo, imminente delitto, sventato solo dal suo arresto.

Mentre l’imputato seguiva l’udienza collegato in videoconferenza, la procura ha depositato l’elenco dei testimoni che sfileranno nelle prossime settimane per ricostruire la scia di sangue lasciata tra la piana pratese e la Valdinievole.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Diego Capano, ha già chiesto l’esame del proprio assistito, fissato per il prossimo 5 marzo. In quella data, il vigilante tornerà fisicamente nell’aula bunker per rispondere alle pesantissime accuse che lo dipingono come un predatore seriale, in un clima di tensione reso ancora più elettrico dal sospetto che quel pezzo di carta sequestrato durante il tentativo di evasione possa nascondere i nomi di chi lo ha aiutato a nascondersi o a colpire.

REDAZIONE

© Riproduzione riservata

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