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Vannacci apre a Firenze sede Futuro Nazionale: “La sinistra non ci dà il benvenuto? Me ne frego”

FIRENZE – Roberto Vannacci apre a Firenze la sede di Futuro Nazionale, il partito fondato dal generale europarlamentare ex numero due di Matteo  Salvini in Lega.
Ed è bufera politica a sinistra per la prima sede provinciale ufficiale italiana di Futuro Nazionale che verrà inaugurata sabato 28 marzo alle ore 17 in piazza Tinucci a Firenze.

Vannacci via social:La sinistra non ci dà il benvenuto? Io me ne frego. Ci vediamo sabato a Firenze per l’inaugurazione della sede. Sono invitati anche Emiliano Fossi del PD, che parla di “terre di conquista”, Filippo Ferraro, che evoca il “non benvenuto”, e Dimitrij Palagi — magari con una bilancia, così da misurare il peso politico dei partiti presenti nel capoluogo toscano”.

Emiliano Fossi, deputato, segretario Pd Toscana: “Vannacci può aprire tutte le sedi che vuole, ma non si illuda: Firenze e la Toscana continuano a essere una delle realtà più solide del Paese sul piano democratico, civico e istituzionale, non sono una terra di conquista per la destra che il generale rappresenta”.
Anpi Firenze: “Vannacci e il suo partito non sono i benvenuti nel nostro territorio, ed insieme, lavoratori, cittadini, associazioni, sindacati, partiti, comunità di migranti difenderemo con determinazione i valori su cui si fonda la nostra democrazia”.
Dmitrij Palagi, a Firenze capogruppo consiliare Sinistra Progetto Comune:
“I problemi delle persone non possono diventare materiale di propaganda, né strumenti di visibilità nazionale.
La città ha bisogno di ascolto vero, presenza quotidiana, soluzioni pubbliche.
Non di slogan che alimentano rancore e paure.
Firenze merita rispetto.
E anche cura della memoria delle stragi di piazza Dalmazia e Ponte Vespucci”.
Con Roberto Vannacci all’inaugurazione della sede a Firenze sono annunciati il coordinatore nazionale e consigliere regionale Massimiliano Simoni e il deputato Edoardo Ziello. Saranno presenti anche il segretario regionale Tommaso Villa e il segretario provinciale Andrea Cuscito. Nel corso dell’iniziativa verranno presentati ufficialmente i 17 presidenti dei comitati costituenti della provincia di Firenze, “segno di una crescita rapida e strutturata che sta già mettendo radici concrete in tutto il territorio”.
L’inaugurazione, “non sarà una semplice cerimonia, ma l’inizio di una presenza politica stabile e continua: la sede diventerà un punto di riferimento attivo, con iniziative settimanali e momenti di confronto aperti, con l’obiettivo di ricostruire un rapporto diretto con i cittadini, troppo spesso abbandonati dalla politica”.
Vannacci via social: “Ecco la reazione della sinistra all’apertura della sede di Futuro Nazionale a Firenze.
Dimitrij Palagi, consigliere comunale di “Sinistra progetto comune” annuncia “mobilitazioni” e vaticina che la sede di Futuro Nazionale “diventerà motivo di preoccupazione per la cittadinanza”.
Emiliano Fossi del PD parla addirittura di “terra di conquista” però sembrerebbe autorizzarci a “aprire tutte le sedi” che vogliamo (bontà sua, lo ringrazio ma non ho bisogno del suo lasciapassare).
Filippo Ferraro presidente del Quartiere 5 di Firenze evoca “un sereno e pacifico moto popolare per dare il non benvenuto ai neofascisti nel nostro quartiere”.
Questi sono i “democratici”: quelli che alimentano un clima di tensione e delegittimazione politica che nulla ha a che vedere con il confronto democratico.
Quelli che si riempiono la bocca di libertà, ma solo quando vale per loro: perché evocare un ‘moto popolare’ contro una sede regolarmente aperta, significa soffiare sul fuoco della divisione, invece di svolgere il ruolo istituzionale di garanzia che un incarico istituzionale come quello di Presidente di quartiere richiederebbe”.
Quelli che parlano di diritti… ma solo i loro. Perché etichettare deliberatamente con l’epiteto di “neofascista” serve solo a discriminare in barba al principio di inclusione che questi signori predicano giornalmente.
A Firenze non si può aprire una sede se non sei allineato?
Questa sarebbe la tolleranza? Questa sarebbe la democrazia? Questa sarebbe la necessità di confronto e di inclusione che andate predicando?
Noi andiamo avanti. Senza chiedere permesso. Senza abbassare la testa.
Senza il bisogno del vostro “benvenuto”. Non ci spaventate. Fatevene una ragione”.

 

Emiliano Fossi: “L’annuncio dell’apertura a Firenze della prima sede provinciale di Futuro Nazionale in Italia con Roberto Vannacci dice soprattutto una cosa: la destra prova a insediarsi in un territorio che invece, con l’esito del voto referendario e con la più alta partecipazione democratica insieme all’Emilia-Romagna, ha ribadito con nettezza di non piegarsi ai suoi slogan e alla sua propaganda. Nella provincia di Firenze e in Toscana non attecchiscono le parole d’ordine dell’estrema destra, non passa una politica fondata su paura, identità urlata e contrapposizione permanente. Altro che “radicamento”: siamo di fronte all’ennesima operazione costruita per fare rumore, non per dare risposte reali ai cittadini”.

Anpi provinciale Firenze: “L’Anpi di Firenze intende esprimere quanto sia inopportuna questa scelta sia per il luogo che per le idee che professa quel partito, tutte fuori dai principi e valori della nostra Costituzione antifascista nata dalla Resistenza.
Firenze, Città medaglia d’oro alla Resistenza, ha espresso con chiarezza quanto siano profonde le radici antifasciste dicendo No all’ennesimo tentativo di stravolgere la Costituzione, ma evidentemente c’è ancora chi pensa di poter trovare spazio per infangare quella memori, per alimentare odio e divisione.
Aprire la sede a poca distanza da piazza Piazza Dalmazia dove la targa che ricorda Diop e Samb, vittime di quelle idee che Vannacci e il suo partito affermano con convinzione, ha un significato politico che deve essere respinto da tutte e tutti.
Idee razziste che fomentano odio razziale, violenza, rifiuto di tutti coloro che non rientrano nella categoria che, Vannacci e il suo partito considerano “normali”: bianchi, italiani, eterosessuali, uomini “virili”, donne “docili”, non possono trovare spazio e soprattutto agibilità politica.
La nostra Associazione combatte ogni giorno contro quelle idee che portano alla guerra, che giustificano le diseguaglianze sociali, che accettano come inevitabili le contraddizioni economiche; idee incapaci di leggere ed affrontare la complessità del presente, ma estremamente utili per semplificare, per creare un nemico interno, per indicarlo nel più povero, nell’emarginato, in tutti coloro che hanno deciso di stare nella complessità, che hanno scelto di affrontarla.
Noi rifiutiamo con forza il concetto terribile di remigrazione, con le comunità, condividiamo la vita quotidiana e politica, riscoprendo ogni giorno il contenuto profondo della solidarietà seguendo la strada tracciata dalla lotta antifascista e sancita nella nostra Costituzione.
Per noi e la nostra comunità piazza Dalmazia è un luogo di memoria. Memoria di lotte antifasciste, di lotte operaie, di un territorio che si è sempre mobilitato per i diritti sociali e politici. Uno spazio della comunità che ogni giorno testimonia il valore della nostra appartenenza ad una cultura di pace e di rispetto.
Per queste ragioni riteniamo l’apertura di quella sede un’offesa profonda e dolorosa fatta sulle spalle di un’intera comunità, di donne e uomini che ogni giorno lottano per l’affermazione dei valori espressi dalla Carta Costituzionale, una provocazione che ha la violenza di parole, di contenuti, di idee per noi inaccettabili.
Qui non c’è spazio per chi si richiama, esplicitamente o implicitamente, alle pagine più buie della nostra storia”.

CINZIA GORLA

© Riproduzione riservata

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