Un giorno il profilo indica 34 anni, quello successivo 35. La fotografia è la stessa, così come il lavoro, il luogo di residenza, gli interessi e la descrizione personale. Per chi cerca un partner, però, quella persona può essere entrata improvvisamente in una categoria diversa. O può essere scomparsa dai risultati.
Sulle piattaforme di incontri l’età non è soltanto un dato biografico. È una delle prime informazioni mostrate e uno dei criteri più usati per selezionare i profili. La distanza tra 34 e 35 anni è quasi irrilevante nella vita quotidiana, ma diventa netta quando una ricerca è impostata, per esempio, tra 30 e 34 anni.
Uno studio dell’economista Suguru Otani, del Market Design Center dell’Università di Tokyo, ha provato a misurare che cosa accade nel momento esatto del compleanno. Il lavoro, diffuso come preprint, utilizza i dati di una grande piattaforma matrimoniale giapponese e segue il percorso degli iscritti dalla prima richiesta di incontro fino alla relazione esclusiva e alla proposta di matrimonio accettata.
Il risultato più vistoso riguarda le donne tra 31 e 40 anni. Dopo il compleanno, il numero delle proposte accettate collegate alle richieste ricevute diminuisce in nove età su dieci. Cinque cali superano il 10% e quello più ampio, vicino al 22%, si registra al compimento dei 35 anni.
Non significa che ogni donna perda improvvisamente il 22% delle proprie possibilità, né che 35 anni siano una soglia universale. Il dato descrive ciò che è accaduto in una specifica piattaforma, giapponese e fortemente orientata al matrimonio. Mostra però quanto un numero aggiornato automaticamente possa cambiare il mercato degli incontri anche quando la persona resta la stessa.
Il compleanno cambia la platea dei profili
Misurare l’effetto dell’età sulle relazioni è difficile. Una persona di 35 anni può differire da una di 34 per esperienze, condizioni economiche, aspettative e storia sentimentale. Confrontare semplicemente due gruppi rischierebbe quindi di attribuire all’età differenze che dipendono da molti altri fattori.
Lo studio utilizza invece il compleanno come un esperimento naturale. La piattaforma verifica attraverso documenti età, reddito, istruzione e stato civile. Il numero degli anni cambia automaticamente nel giorno della nascita, mentre le altre caratteristiche del profilo rimangono sostanzialmente invariate.
Gli utenti non vedono la data completa. Prima di aprire una scheda osservano fotografia, età, luogo di residenza e occupazione. Possono inoltre scegliere un intervallo anagrafico e ordinare i risultati. Il compleanno può quindi far uscire un profilo da alcune ricerche e farlo entrare in altre.
Un uomo che cerca donne tra 30 e 34 anni non vedrà più una persona dal giorno in cui ne compie 35. Quello stesso profilo potrebbe però comparire nella ricerca di chi ha fissato proprio 35 anni come limite minimo. Le due variazioni possono almeno in parte compensarsi.
Per questo il numero complessivo delle richieste iniziali non crolla sempre dopo il compleanno. In alcuni casi aumenta. Lo studio, inoltre, non dispone del numero esatto delle visualizzazioni e non dimostra che la piattaforma penalizzi deliberatamente chi cambia fascia d’età.
Il punto è un altro: l’età visualizzata modifica chi può trovare il profilo e, di conseguenza, la composizione dei contatti ricevuti. Parlare di minore visibilità è corretto soprattutto nel senso di una riduzione all’interno di alcune ricerche, non di una scomparsa generale dalla piattaforma.
L’effetto dei filtri è consistente. Considerando tutti gli iscritti attivi del sesso opposto, la platea potenziale appare molto ampia. Dopo aver applicato gli intervalli anagrafici scelti dagli utenti, però, si riduce di circa un terzo: del 33,9% per le donne che ricevono richieste e del 32,5% per gli uomini.
Una parte rilevante delle possibili conoscenze viene quindi esclusa prima ancora che fotografia, interessi o descrizione personale siano valutati. Una preferenza generica, come cercare qualcuno “più o meno della propria età”, viene tradotta dal sistema in un confine numerico preciso.
Il passaggio più difficile arriva prima dell’incontro
La piattaforma studiata non è una comune app basata soltanto su like e messaggi. È un servizio costoso, assistito da consulenti e rivolto a persone che dichiarano di cercare il matrimonio.
Gli iscritti possono inviare una richiesta per un incontro formale, online o di persona. Se entrambi desiderano proseguire, inizia una frequentazione non esclusiva. Solo in seguito la coppia può passare a una relazione stabile e a una proposta accettata.
Seguendo queste fasi, lo studio mostra che per le donne il principale ostacolo non compare necessariamente nel numero dei contatti. Dopo l’aggiornamento dell’età, le richieste tendono piuttosto a provenire meno da uomini giovani e più da uomini anziani. Non emerge uno spostamento altrettanto netto per reddito o altezza: a cambiare è soprattutto la composizione anagrafica della platea.
Questa variazione si riflette nel passaggio successivo. Per le donne tra 31 e 40 anni, la probabilità che una richiesta ricevuta si trasformi in un incontro effettivamente svolto diminuisce di circa il 17% dopo il compleanno. Una volta avvenuto l’incontro, invece, la possibilità di continuare la conoscenza resta sostanzialmente stabile.
La soglia agisce dunque prima dell’appuntamento. Non rende improvvisamente una persona meno interessante durante una conversazione faccia a faccia. Cambia chi la trova, chi la contatta, quali richieste vengono accettate e quali coppie riescono davvero a incontrarsi.
Il profilo può ricevere un numero simile, o persino maggiore, di proposte, ma da persone differenti e con una probabilità più bassa di arrivare alla fase successiva. Secondo l’autore, lo spostamento verso corteggiatori più anziani, le cui richieste presentano in media tassi di conversione inferiori, spiega parte del calo.
L’effetto non è uguale per uomini e donne. Tra gli uomini, riduzioni delle proposte compaiono soltanto a 31, 36 e 40 anni. Fino alla metà dei trent’anni, il compleanno può anzi ampliare la platea, perché il profilo entra negli intervalli impostati da donne che cercano partner leggermente più grandi.
Lo stesso filtro produce quindi risultati asimmetrici. Dipende non soltanto dal numero mostrato, ma anche dalle preferenze anagrafiche espresse dagli altri iscritti e dal modo in cui queste si incrociano.
Quando una preferenza privata diventa una soglia demografica
Lo studio non può essere esteso automaticamente a tutte le app di incontri. La piattaforma analizzata opera in Giappone, riguarda coppie eterosessuali, verifica i dati degli iscritti ed è orientata esplicitamente al matrimonio. I suoi utenti sono inoltre mediamente più anziani e istruiti rispetto alla popolazione generale.
I risultati non dimostrano quindi che le stesse dinamiche si producano con identica intensità sulle piattaforme più informali, negli incontri tra persone dello stesso sesso o in Italia. Non consentono neppure di separare perfettamente l’effetto dei filtri da quello dell’ordinamento dei risultati o dal valore psicologico attribuito a numeri tondi come 30, 35 o 40.
La ricerca mette però in luce un meccanismo più ampio. Le piattaforme non si limitano a facilitare l’incontro tra persone che avrebbero comunque espresso le stesse preferenze. Attraverso menu, etichette e intervalli trasformano scelte sfumate in confini rigidi.
Nel mondo offline si può conoscere una persona a una cena, sul lavoro o attraverso amici prima di scoprirne l’età esatta. Nella ricerca digitale il processo spesso si inverte: il numero viene valutato all’inizio e può impedire che il profilo venga mostrato.
Questa dinamica assume rilevanza in società nelle quali la formazione delle coppie avviene sempre più tardi. In Italia, nel 2024, l’età media al primo matrimonio ha raggiunto 32,8 anni per le donne e 34,8 per gli uomini. Nello stesso anno, l’età media alla nascita del primo figlio è salita a 31,9 anni.
Non si può concludere che i filtri delle app riducano direttamente matrimoni o natalità. La formazione di una coppia e la scelta di avere figli dipendono da lavoro, reddito, casa, servizi, aspettative personali e trasformazioni culturali. Le piattaforme possono però incidere su uno dei passaggi iniziali: stabilire quali persone abbiano l’occasione di vedersi e conoscersi.
Tra 34 anni e 364 giorni e 35 anni appena compiuti non esiste una differenza sostanziale. Per un sistema di ricerca, invece, può essere il confine tra apparire e non apparire. È qui che un compleanno smette di essere soltanto una data personale e diventa una regola di accesso al mercato degli incontri.
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