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venerdì 14 Agosto 2026
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Si infiamma lo scontro fra Comune e Us Grosseto. L’ente: “Inaccettabili che ci si voglia far passare come inadempienti”

GROSSETO – La gestione e la manutenzione dello stadio Zecchini tornano al centro del dibattito a Grosseto. L’amministrazione comunale ha scelto di prendere posizione in modo netto dopo le recenti affermazioni dei vertici dell’Us Grosseto, ricostruendo il lavoro svolto dagli uffici e precisando i confini delle rispettive competenze per garantire l’avvio della stagione calcistica.

Da Palazzo Civico si rivendica con forza l’impegno economico e operativo profuso nell’ultimo trimestre per l’adeguamento dell’impianto cittadino: “Il Comune non intende alimentare polemiche, ma nemmeno accettare che il lavoro svolto in questi mesi dai propri uffici e dai propri dipendenti venga liquidato o rappresentato come un ostacolo alla partenza della stagione, perché una cosa deve essere chiara: lo Stadio Zecchini arriva all’avvio del campionato grazie e soprattutto al lavoro straordinario svolto dall’amministrazione comunale e dai suoi uffici. In soli tre mesi sono stati programmati, finanziati e realizzati interventi per circa 280mila euro, affrontando numerose prescrizioni e necessità legate alla sicurezza, all’idoneità e alla funzionalità dell’impianto”

I dettagli degli interventi realizzati coprono diversi ambiti della struttura sportiva, dalla superficie di gioco fino ai sistemi di controllo e prevenzione: “I lavori hanno riguardato la rimozione delle panchine interrate, il ripristino del manto e l’acquisto e installazione di nuove panchine mobili per 22 giocatori, in adeguamento alle prescrizioni della Lega Pro; la verifica, riparazione e il potenziamento dell’impianto di illuminazione; la sostituzione del serbatoio antincendio e il ripristino della verniciatura ignifuga della facciata della tribuna coperta; la verifica e riparazione dell’illuminazione di emergenza; gli interventi di messa in sicurezza degli spalti delle curve nord e sud; l’estensione della videosorveglianza alle strade limitrofe su richiesta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica; la riattivazione del sistema dei tornelli e i relativi adeguamenti tecnologici”

Fermezza viene espressa dall’ente anche in merito alla ripartizione dei ruoli e degli oneri, con particolare riferimento ad alcuni aspetti tecnici legati alle forniture commerciali e all’allestimento dei led pubblicitari: “Non sono opinioni. Sono lavori, atti amministrativi, affidamenti, risorse pubbliche e interventi realizzati. Per questo sorprende la lettura di ricostruzioni nelle quali sembra che il Comune debba essere chiamato a rispondere di qualsiasi esigenza connessa all’attività della società, comprese quelle che non rientrano nelle competenze dell’ente o che riguardano strumenti destinati esclusivamente alle attività commerciali della stessa. Il Comune ha fatto e continua a fare la propria parte, ma fare la propria parte non significa assumersi responsabilità che la legge, le prescrizioni sportive o gli accordi contrattuali pongono in capo ad altri soggetti”.

Sulla questione dell’alimentazione elettrica e dell’impiantistica per i maxischermi, il Comune evidenzia le tempistiche delle richieste e i passaggi autorizzativi necessari: “Un esempio particolarmente significativo riguarda i pannelli pubblicitari a led. Le specifiche tecniche definitive sono state trasmesse alla società nei primi giorni di agosto. Successivamente la richiesta di potenza è stata incrementata da 70 a 83 kW e la consegna dei materiali è avvenuta l’11 agosto. Di fronte a questa situazione, l’amministrazione non si è sottratta al problema. Al contrario, ha attivato tutti i passaggi di propria competenza e ha mantenuto il confronto con i soggetti istituzionali coinvolti per individuare una soluzione. Ma anche in questo caso è necessario distinguere tra collaborazione istituzionale e sostituzione di competenze. L’eventuale utilizzo di un gruppo elettrogeno temporaneo o la realizzazione di una linea elettrica definitiva richiedono progettazioni, autorizzazioni, verifiche in materia di sicurezza e prevenzione incendi oltre all’eventuale coinvolgimento della Commissione provinciale di vigilanza sui luoghi di pubblico spettacolo. Non esiste, dunque, una scorciatoia amministrativa che consenta al Comune di decidere unilateralmente tempi e modalità di attivazione di un impianto elettrico”.

Ampio spazio viene dedicato anche alla disciplina del servizio svolto dalla polizia municipale in occasione delle manifestazioni sportive, richiamando norme e pronunce della magistratura contabile: “Analogo discorso vale per i servizi prestati dalla polizia municipale su richiesta di soggetti terzi. Anche su questo punto l’amministrazione ha scelto di intervenire non con dichiarazioni, ma con un atto concreto. Il 21 luglio scorso, con deliberazione giunta comunale 294, è stato modificato il regolamento comunale alla luce del quadro normativo e giurisprudenziale sopravvenuto con particolare riferimento alla sentenza 106/2025 della Corte dei Conti – Sezione giurisdizionale per la Campania. La sentenza ribadisce l’inderogabilità della disciplina statale prevista dall’articolo 22, comma 3-bis, del decreto-legge 50/2017, convertito dalla legge 96/2017, e chiarisce le conseguenze derivanti dal mancato recupero dei costi dei servizi di sicurezza e polizia stradale prestati dalla Polizia Locale nell’interesse di iniziative private aventi finalità lucrative. La Corte dei Conti ha evidenziato come il mancato introito possa determinare un danno erariale e, quindi, una responsabilità per l’ente qualora il Comune ometta, ritardi o regolamenti in modo difforme il recupero dei costi che la legge pone a carico dei soggetti privati”.

La nota si chiude ribadendo la legittimità delle azioni intraprese e lo stato d’avanzamento dei progetti futuri, come quello per i nuovi spogliatoi: “È quindi bene dirlo con chiarezza: il Comune non può utilizzare risorse dei cittadini per finanziare servizi che la legge pone a carico di soggetti privati. Non è una scelta politica. Non è una nuova regola inventata dal Comune di Grosseto, è il rispetto della legge. Regolamenti analoghi sono stati adottati da altre importanti amministrazioni tra cui il Comune di Bologna che ospita una squadra di Serie A e disciplina espressamente i servizi di sicurezza e polizia stradale resi dalla Polizia Locale in occasione di iniziative private. Pensare che il Comune debba derogare alla legge per agevolare una società sportiva significherebbe chiedere all’Amministrazione di fare esattamente ciò che un ente pubblico non può fare”.

“Quanto poi alla questione legata alla realizzazione degli spogliatoi, l’amministrazione ha sottoscritto l’accordo con la Regione Toscana, ha avviato il percorso progettuale e sta predisponendo la documentazione necessaria per ottenere l’autorizzazione Coni – conclude il Comune – Anche in questo caso il procedimento è stato accompagnato da numerosi incontri e momenti di confronto con la società sportiva. Il Comune non può essere trasformato nel soggetto cui attribuire automaticamente qualsiasi necessità manutentiva o gestionale. A fronte di questo lavoro, non è accettabile che passi l’idea di un Comune inadempiente. I fatti raccontano un’altra storia. Si può discutere di tutto, ma non si possono riscrivere i fatti“.

REDAZIONE

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