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Al diavolo l’età: perché Halle Berry e Salma Hayek hanno appena trasformato i 60 nei nuovi 40

Altro che “beata gioventù”. Halle Berry e Salma Hayek ci hanno appena insegnato che i 60 sono gli anni d’oro. Con quei sorrisi a mille denti e una gratitudine rara negli occhi, le due attrici hanno spento le candeline quest’estate urlando a gran voce che la vita migliora davvero col tempo.

Così, tra uno scatto senza filtri e festeggiamenti pieni d’amore, hanno mostrato rughe che raccontano storie di vita e capelli bianchi che scintillano come gioielli. Nello sguardo, la consapevolezza di godersi ogni giorno come fosse un bonus extra da non sprecare. E a noi, la lezione è servita: l’età è solo un numero (almeno per loro) e la maturità non è mai stata così chic.

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La crociata per la salute femminile e il coraggio di raccontarsi

“In molti modi mi sento più in salute e più forte oggi a 60 anni rispetto a quando ne avevo 40“. A raccontarlo ai microfoni di Katie Couric Media è Halle Berry. L’attrice premio Oscar ha spiegato che la sua vera spinta verso la longevità attiva è concisa con il momento in cui è diventata madre in età matura (la prima figlia l’ha avuta a 41 anni e il secondo a 48), evento che le ha fatto nascere il profondo desiderio di restare in piena salute per vederli crescere.

La sua battaglia contro i tabù dell’invecchiamento è diventata pubblica quando ha deciso di raccontare la propria esperienza con la perimenopausa e i suoi oltre 100 sintomi. Come ha rivelato la stessa Halle Berry durante una puntata del podcast YouTube del dottor Mark Hyman, il suo percorso è stato segnato da gravi errori medici: un dottore le aveva inizialmente diagnosticato “il peggior caso di herpes mai visto”, prima che si scoprisse che si trattava di atrofia e secchezza vaginale dovute al calo ormonale. Berry ha ricordato che un reumatologo tentò persino di diagnosticarle erroneamente la sindrome autoimmune di Sjögren di fronte ai sintomi di secchezza diffusa.

Per evitare che altre donne soffrano in silenzio, l’attrice è passata dalle parole all’azione diretta. Sempre a Katie Couric Media, Berry ha raccontato di essere diventata promoter dello strumento Nella (ideato da Fahti Khosrowshahi, Ceo di Ceek Women’s Health), un nuovo speculum che punta a sostituire quel tradizionale strumento in metallo usato per le visite ginecologiche e inventato nel 1845. Spesso definito un attrezzo “barbarico” spinge quasi tre donne su quattro a saltare i controlli ginecologici annuali per paura del dolore.

Sempre al dott. Hyman, Berry ha spiegato di abbinare la terapia ormonale sostitutiva a un cambio drastico dell’alimentazione e all’allenamento di forza. Infine, attraverso la sua piattaforma Respin, si impegna a offrire risorse per il benessere femminile e sostenere iniziative legislative negli Stati Uniti per finanziare la formazione medica sulla menopausa.

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La ribellione contro le regole dell’età e il rifiuto dei ritocchi

“Crescendo in Messico negli anni ’70, vedevo che alle donne di 35 anni si proibiva di indossare certi abiti o trucchi perché considerati non decenti per la loro età”, ha raccontato Salma Hayek in un’intervista alla rivista Elle. La risposta dell’attrice oggi, a 60 anni, è una netta rivendicazione di autonomia: “Adesso faccio quello che voglio“. Sulle pagine della rivista, l’attrice messicana ha spiegato la sua filosofia sulla bellezza naturale e la maturità. La fobia per gli aghi l’ha portata a rifiutare filler e punture estetiche: “Voglio che se mi arrabbio o sono orgogliosa di mia figlia, lei percepisca quell’energia attraverso la mia espressione facciale“. Per la pelle preferisce trattamenti ad ultrasuoni microfocalizzati per stimolare il collagene naturale. Parlando della figlia Valentina, Hayek ha raccontato di come l’adolescente la protegga sulle piattaforme social bloccando gli account sospetti. Le due condividono i vestiti attingendo l’una dall’armadio dell’altra e vanno insieme ai concerti (compreso quello di Bad Bunny): “È lei che mi mantiene giovane”, ha ammesso l’attrice.

Longevità, perché il corpo presenta il conto proprio a 55 anni?

La scienza della longevità

Questa trasformazione culturale non riguarda solo le star di Hollywood, ma riflette un profondo cambiamento strutturale della società moderna. Livelli di istruzione maggiori, migliore cure mediche, un’attenzione alla salute, all’alimentazione e allo sport che in passato non si verificavano come oggi. Che ci sia quindi una rivoluzione nella longevità lo dimostrano i numeri con un’aspettativa di vita alla nascita che ha ormai raggiunto gli ottant’anni, con Paesi come l’Italia in cui si arriva a 83,4 anni in media, confermando il Bel Paese tra i più longevi al mondo.

In un numero del magazine Time (“The Longevity Issue – The New Old Age“), si può leggere che l’aspettativa di vita negli Stati Uniti è passata dai 68 anni del 1950 ai 79 attuali, portando oltre 60 milioni di persone sopra i 65 anni e infrangendo i vecchi modelli di vita. Come ha dichiarato la dottoressa Martha Deevy, direttrice associata dello Stanford Center on Longevity, intervistata dal Time: “La vita in tre fasi – studio, lavoro e pensione – è ormai superata“.

Le tre dimensioni della vita

A dare una risposta scientifica a questa rivoluzione è il modello teorico sviluppato dalla gerontologa Barbara Waxman nell’ambito della Stanford Lifestyle Medicine dell’Università di Stanford. Negli studi pubblicati dalle ricercatrici Sophia Fay e Sharon Brock, la longevità viene ridefinita attraverso tre dimensioni fondamentali:

  1. Lifespan (cioè la durata della vita): il conteggio totale degli anni vissuti. Come ha spiegato Barbara Waxman nelle ricerche di Stanford, la genetica determina solo il 20% della durata della vita, mentre l’80% dipende dallo stile di vita, dai comportamenti e dalla salute pubblica.
  2. Healthspan (la durata della salute): gli anni in cui il corpo mantiene la funzionalità fisica e cognitiva, prevenendo malattie croniche.
  3. Thirdspan (la fioritura personale): il pilastro innovativo introdotto dalla gerontologa Barbara Waxman a Stanford. Se il Lifespan misura quanto viviamo e l’Healthspan come funziona il corpo, il Thirdspan misura quanto la persona riesca a fiorire sul piano emotivo, psicologico e relazionale. Come sottolineato da diversi studi scientifici, la qualità delle relazioni umane e il senso di scopo sono il fattore predittivo più forte per la salute in età matura, superando persino parametri clinici come il colesterolo.

Dire che “i 60 sono i nuovi 40” non significa inseguire un’improbabile giovinezza eterna, ma rivendicare il diritto di invecchiare con energia, bellezza ed espressività. E come dimostrano le battaglie di Halle Berry e la libertà di Salma Hayek (che per l’occasione ha posato nuda sui social), la maturità femminile non è più un tempo di rinunce, ma l’inizio della fase più consapevole e potente della propria vita.

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content.lab@adnkronos.com (Redazione)

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