33.7 C
Grosseto
giovedì 6 Agosto 2026
Segnala a Zazoom - Blog Directory
spot_img

Baci, appuntamenti e delusioni: ora l’amore si misura su Excel

Nome, età, professione, luogo del primo incontro. Poi una colonna per il bacio, una per gli eventuali segnali d’allarme, una per stabilire se ci sarà un secondo appuntamento e un’altra ancora per spiegare perché la conoscenza si è interrotta. Ogni persona occupa una riga. Ogni incontro diventa un insieme di variabili da confrontare con quelli precedenti.

È il metodo dei cosiddetti love hackers, single che utilizzano Excel, Google Sheets e altri strumenti di analisi per organizzare la propria vita sentimentale. Alcuni si limitano a conservare poche informazioni pratiche. Altri assegnano punteggi all’attrazione, alla qualità della conversazione, alla compatibilità politica, alla puntualità, al sesso o alla probabilità che la relazione possa durare.

Nelle ultime settimane il fenomeno è tornato a circolare sulla stampa anglosassone attraverso testimonianze di single che, dopo ogni appuntamento, aggiornano il proprio database prima di decidere se proseguire la conoscenza. C’è chi registra il luogo dell’incontro, la durata della conversazione e l’eventuale bacio; chi assegna un punteggio alla compatibilità; chi classifica le ragioni per cui una frequentazione si è interrotta. Una professionista londinese di 32 anni, per esempio, annotava l’esito di ogni uscita e cercava nei dati le caratteristiche ricorrenti delle relazioni che non avevano funzionato.

La pratica non nasce però con l’ultima tendenza social. Nel 2025 il sociologo Skyler Wang ha pubblicato uno studio basato su 42 interviste e sull’analisi di 24 fogli di calcolo utilizzati per gli appuntamenti. È Wang a definire questi utenti “love hackers”: persone che applicano competenze di gestione dei dati a un ambito, quello sentimentale, tradizionalmente associato all’intuito, al caso e all’imprevedibilità.

La storia, quindi, non è soltanto quella di alcuni single particolarmente metodici. È il risultato di una trasformazione più ampia. Dopo avere misurato passi, sonno, calorie, produttività e tempo trascorso davanti allo schermo, cominciamo a quantificare anche il desiderio. E a chiederci se una relazione possa essere compresa meglio osservando un grafico.

Chi sono i love hackers e che cosa cercano nei dati

I fogli analizzati da Wang non contenevano soltanto informazioni sulle persone incontrate. Registravano anche le emozioni dell’autore, il contesto dell’appuntamento, il modo in cui era avvenuto il contatto, la qualità della comunicazione e l’evoluzione della conoscenza.

La differenza rispetto a una semplice rubrica è sostanziale. Annotare un nome e un numero di telefono serve a ricordare chi sia una persona. Costruire un database significa cercare ricorrenze: quali appuntamenti arrivano al secondo incontro, quali caratteristiche producono attrazione, quali segnali anticipano una delusione e quali comportamenti tendono a ripetersi.

Una delle donne intervistate, per esempio, ha scoperto che nessuno degli incontri organizzati davanti a un caffè aveva portato a un secondo appuntamento. La sua interpretazione era che quel contesto rendesse la conversazione troppo simile a un colloquio e lasciasse poco spazio alla spontaneità. Un’altra utilizzatrice spiegava di avere iniziato il foglio insieme a un’amica per rendere più divertente l’obiettivo di uscire con una persona nuova ogni settimana.

Il dato, in questi casi, non serve necessariamente a selezionare il partner con il punteggio più alto. Può diventare uno specchio del comportamento di chi compila il foglio. Permette di osservare, per esempio, se si continua a scegliere lo stesso tipo di persona, se si confonde l’ansia con l’attrazione o se si interrompono troppo presto conoscenze prive della cosiddetta scintilla iniziale.

Lo studio identifica tre funzioni principali: definire il problema, personalizzare i criteri e attribuire un significato alle esperienze. Le app raccolgono un’enorme quantità di dati, ma molti degli elementi che contano dopo l’incontro restano fuori dalla piattaforma. Un algoritmo può conoscere l’età, la distanza e le preferenze dichiarate; non sa necessariamente come ci si sia sentiti durante una cena o se l’altra persona abbia ascoltato con attenzione.

Il foglio di calcolo nasce così come uno strumento ausiliario. Integra i dati dell’app con informazioni che l’utente considera più intime e significative. Il single non accetta più soltanto il sistema di classificazione della piattaforma: costruisce il proprio. Il metodo promette anche di alleggerire il sovraccarico prodotto dagli incontri online. Quando le conversazioni procedono contemporaneamente, i profili si somigliano e le conoscenze si interrompono rapidamente, impressioni e dettagli possono confondersi. Metterli per iscritto restituisce una sensazione di ordine.

Questa esigenza si inserisce nella crisi attraversata dalle app di incontri, tra stanchezza da scorrimento, esperienze deludenti e ritorno degli eventi organizzati nel mondo fisico. Sempre più utenti cercano oggi modalità più lente e meno impersonali per conoscere qualcuno. I love hackers seguono una direzione apparentemente opposta: invece di uscire dalla logica digitale, la portano con sé durante l’appuntamento.

Dall’algoritmo dell’app al contro-algoritmo personale

Le piattaforme di incontri hanno abituato gli utenti a presentarsi come profili comparabili. Fotografie, istruzione, altezza, professione, posizione geografica, interessi e orientamento politico diventano filtri attraverso i quali restringere la platea dei possibili partner.

Il love hacker compie un passo ulteriore. Trasforma in variabili anche ciò che accade dopo il match: la durata della conversazione, il luogo scelto, chi ha pagato, il livello di attrazione, il numero di giorni trascorsi prima di ricevere un messaggio. È una specie di contro-algoritmo personale, creato per riprendere il controllo sui criteri con cui viene valutata la compatibilità. Il paradosso è evidente. Per sottrarsi all’opacità delle piattaforme, l’utente finisce per interiorizzarne il linguaggio. Il partner diventa un insieme di caratteristiche; la frequentazione un processo da monitorare; l’insuccesso un’anomalia dalla quale estrarre informazioni per migliorare il tentativo successivo.

Wang collega questa pratica alla cultura dell’auto-ottimizzazione e al cosiddetto “soluzionismo tecnologico”: la convinzione che problemi complessi possano essere affrontati attraverso strumenti razionali, misurazioni e procedure. Il foglio promette di ridurre l’incertezza, ma può anche trasformare la ricerca dell’amore in un progetto di efficientamento personale.

La stessa logica è visibile nei Dating Wrapped, i bilanci sentimentali di fine anno pubblicati su TikTok. Sul modello di Spotify Wrapped, gli utenti presentano attraverso slide, percentuali e grafici quante persone abbiano frequentato, dove le abbiano conosciute, quanti appuntamenti siano arrivati al bacio e quante conoscenze si siano concluse con il ghosting.

Uno studio pubblicato su Social Media + Society ha analizzato 54 video associati all’hashtag #DatingWrapped. Secondo i ricercatori, queste presentazioni non rappresentano soltanto un modo ironico per raccontare l’anno trascorso. Consentono ai giovani adulti di riflettere sulle proprie esperienze, confrontare le aspettative sentimentali e costruire pubblicamente la propria identità sessuale e relazionali. Nei video vengono conteggiati lavori, età, attività svolte, incontri successivi al primo, spese sostenute e comportamenti giudicati positivi o negativi. Alcuni creatori utilizzano categorie legate all’identità di genere e all’orientamento sessuale, ricorrendo anche all’hashtag #QueerWrapped per condividere esperienze che trovano meno spazio nei modelli tradizionali di relazione.

La visualizzazione dei dati può aiutare a riconoscere schemi e dare un ordine a esperienze frammentate. Quando il bilancio viene pubblicato, però, l’intimità diventa anche contenuto. Gli studiosi parlano di “capitale di intimità”: raccontare dettagli personali produce attenzione, commenti, riconoscimento e senso di appartenenza a una comunità.

Resta il problema delle persone trasformate in righe, categorie o aneddoti senza averlo scelto. Anche quando nomi e fotografie non vengono mostrati, la combinazione di professione, luogo, periodo e caratteristiche personali può rendere qualcuno riconoscibile. Il diritto di analizzare la propria esperienza entra così in tensione con la riservatezza di chi ne ha fatto parte.

Popolazione

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Grosseto
cielo sereno
33.7 ° C
33.7 °
33.7 °
43 %
5.8kmh
0 %
Gio
33 °
Ven
37 °
Sab
38 °
Dom
37 °
Lun
38 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS