Ora solare 2026, quando cambia l’orario e cosa fare con gli orologi di casa

Torna l’ora solare 2026: nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre gli orologi andranno indietro di un’ora. Alle 3 le lancette torneranno alle 2, si dormirà sessanta minuti in più e da domenica il sole tramonterà prima nel pomeriggio.

Le ore di luce restano le stesse, ma si spostano verso il mattino. Smartphone, tablet, computer e smartwatch collegati alla rete si aggiorneranno da soli. Vanno invece regolati a mano gli orologi analogici, le sveglie tradizionali e i dispositivi senza connessione, come il display del forno o l’orologio dell’auto.

Le date del cambio e cosa comporta

In Europa il passaggio avviene ogni anno l’ultima domenica di ottobre, negli Stati Uniti la prima di novembre. Oltreoceano le lancette si sposteranno quindi l’1 novembre e per una settimana tra Roma e New York ci saranno cinque ore di differenza anziché sei. Lunedì 26 ottobre, per esempio, Wall Street aprirà alle 14,30 italiane invece che alle 15,30 e chiuderà alle 21.

L’ora solare 2026 resterà in vigore fino alla notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo 2027, quando gli orologi avanzeranno dalle 2 alle 3. In Italia il doppio cambio stagionale è stabile dal 1966. A livello europeo se ne discute l’abolizione dal 2018, senza una decisione definitiva, e quest’anno la Camera ha avviato un’indagine conoscitiva sull’ipotesi di mantenere l’ora legale tutto l’anno.

L’ora legale permette ogni anno all’Italia di risparmiare energia elettrica, con benefici sia sulla bolletta del Paese sia sulle emissioni inquinanti. Un vantaggio che negli anni si è però ridotto: l’illuminazione pesa sempre meno sui consumi, per la diffusione delle lampadine a led e il maggiore uso dei climatizzatori.

Nei primi giorni il cambio può portare sonnolenza, irritabilità e lievi sbalzi d’umore, disturbi che di solito scompaiono in fretta.

Dove le lancette non si spostano più

Se Europa e Stati Uniti mantengono il sistema, gran parte del mondo lo ha già abbandonato. Nel 2026 sono 70 i Paesi e i territori in cui almeno una località cambia orario, contro 178 in cui non accade. Russia, Turchia, Brasile e gran parte del Messico hanno rinunciato negli ultimi anni e, anche negli Usa, le Hawaii e buona parte dell’Arizona non lo applicano.

Il Giappone aveva introdotto l’ora legale nel 1949, durante l’occupazione americana, ma l’ha abolita nel 1952 dopo un sondaggio in cui il 53% degli intervistati ne chiedeva la cancellazione. La Cina l’ha sperimentata tra il 1986 e il 1991, per poi sospenderla: su un territorio così vasto i benefici energetici non erano uniformi e i disagi superavano i vantaggi.

Con l’ora solare 2026 serve attenzione anche nei turni notturni: tra le 2 e le 3 lo stesso orario si presenta due volte, per questo conviene controllare timbrature, pianificazioni e registri informatici.

REDAZIONE

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